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Eolico galleggiante, Sumitomo e TFI Marine portano in Asia il SeaSpring
Eolico galleggiante, Sumitomo e TFI Marine portano in Asia il SeaSpring
Accordo Sumitomo e TFI Marine per il SeaSpring, molla in polimero per ormeggi offshore. Obiettivo Giappone, Corea e Taiwan
Sumitomo Corporation Global Metals (SCGM), la società del gruppo giapponese Sumitomo che gestisce il commercio di acciaio, e l'irlandese TFI Marine hanno annunciato il 6 ottobre 2026 un accordo per portare il SeaSpring sui progetti di eolico offshore galleggiante in Giappone, Corea del Sud e Taiwan. Il SeaSpring si inserisce nella linea di ormeggio, cioè nel sistema di catene, funi e ancore che tiene la piattaforma della turbina legata al fondale, e serve a smorzare i picchi di carico.
L'intesa è commerciale. Le due aziende si presenteranno insieme a sviluppatori e contractor EPCI (le imprese che curano progettazione, forniture, costruzione e installazione) e hanno concordato di valutare la produzione in Giappone, senza annunciare stabilimenti né commesse. Le prestazioni del componente e i risparmi sono dichiarati da TFI Marine. Secondo il comunicato congiunto il SeaSpring ha ottenuto la certificazione di DNV e di ClassNK, due società di classificazione, gli enti che verificano navi e strutture offshore.
Come lavora una molla in polimero dentro un ormeggio
Il dispositivo è una serie di molle in polimero a compressione collegate da tratti di catena. Quando vento e onde spostano la piattaforma, la linea si tende e il polimero si comprime fino alla metà della propria lunghezza, con una risposta non lineare che assorbe i picchi invece di scaricarli su ancore e catene. Gli ormeggi si dimensionano proprio sui picchi delle tempeste peggiori, per cui abbassarli consente in linea di principio catene, funi sintetiche e ancore più piccole.
Il dato indipendente più solido viene dalle prove svolte nel 2022 dall'Università di Exeter nel progetto europeo TIGER, su un esemplare destinato alla turbina mareomotrice galleggiante O2 di Orbital Marine Power. Sul banco DMaC, con una capacità di 200 kN in trazione, il SeaSpring ha centrato tutti gli obiettivi e ha accumulato l'equivalente di cinque anni di fatica (il degrado del materiale sotto carichi ripetuti) in due giorni di prova accelerata. Nella presentazione dei risultati il gruppo di Philipp Thies stima che una riduzione del carico del 50%, misurata in prove precedenti, porterebbe la massa della catena della O2 da 226 t a 106 t.
Cosa manca prima di vederlo sui parchi asiatici
Le prove di Exeter riguardano un dispositivo per l'energia delle maree testato su banco, non una turbina eolica in mare aperto. Per l'eolico la scala cambia. Nella documentazione del progetto finanziato dal Consiglio europeo per l'innovazione, pubblicata sul portale CORDIS, TFI Marine indica componenti fino a 17 t, lunghi circa 8 m e con 2 m di diametro, e calcola per un parco da 500 MW un risparmio medio di 100 milioni di euro rispetto ad altri sistemi di ormeggio. È una stima dell'azienda, costruita con gli sviluppatori, e non una misura su un impianto in esercizio.
TFI Marine aveva indicato il 2026 come anno delle prime consegne a parchi eolici galleggianti. Il comunicato del 6 ottobre non nomina progetti e al momento non risultano installazioni commerciali confermate. Il Giappone, con fondali profondi vicino alla costa, ha fissato l'obiettivo di 30-45 GW di eolico offshore entro il 2040, e gran parte dovrà essere galleggiante. Sumitomo Corporation è entrata nel segmento ad agosto con una quota del 33,3% in Gwynt Glas, progetto galleggiante nel Regno Unito.