Illustrazione di un sottomarino (Pixabay FOTO) - marinecue.it
Electric Boat batte record su record, soprattutto in questo particolare trimestre. E’ una realtà industriale ormai affermata!
C’è una realtà industriale che, silenziosamente, sta trainando una parte importante del comparto difesa degli Stati Uniti: si chiama Electric Boat (con base a Groton, in Connecticut), ed è la divisione di General Dynamics specializzata nella costruzione di sottomarini. Nel secondo trimestre del 2025, ha messo a segno numeri che hanno attirato l’attenzione di analisti e addetti ai lavori, grazie soprattutto al ritmo serrato dei programmi Columbia e Virginia.
Nel complesso, General Dynamics, come riportato da un loro comunicato, ha fatto registrare ricavi per 13 miliardi di dollari, con una crescita dell’8,9% rispetto allo stesso periodo del 2024. Non male in un contesto ancora segnato da incertezze geopolitiche e rallentamenti su vari fronti. A colpire è stato soprattutto il segmento Marine Systems, dove le performance di Electric Boat hanno inciso in modo decisivo.
Sullo sfondo, però, non mancano le difficoltà. Il settore affronta da mesi problematiche legate alla catena di approvvigionamento: ritardi nella consegna dei materiali, standard qualitativi da mantenere in ambienti di lavoro ad alta pressione e una forza lavoro che, in certi momenti, ha rischiato di fermarsi del tutto. È stato necessario trovare un equilibrio con i sindacati per evitare uno sciopero che avrebbe potuto rallentare l’intera produzione.
Ma il clima sembra essere tornato collaborativo, anche grazie a un nuovo contratto quinquennale con i designer navali del sindacato UAW Local 571. L’intesa prevede aumenti salariali consistenti e un bonus una tantum per la ratifica. E considerando che in gioco ci sono appalti multimiliardari con la Marina americana, la posta in palio è davvero alta.
Il vero protagonista del trimestre, come anticipato, è stato il settore Marine Systems, che include proprio Electric Boat. Secondo il comunicato ufficiale diffuso da General Dynamics il 23 luglio 2025, i ricavi della divisione sono saliti a 4,2 miliardi di dollari, con un incremento su base annua del 22%. Non solo: gli utili operativi del comparto hanno raggiunto quota 291 milioni, segnando un +19% rispetto allo stesso periodo del 2024.
Il merito va in gran parte alla produzione dei nuovi sottomarini classe Columbia e Virginia, progettati per mantenere la supremazia navale statunitense nei decenni a venire. A contribuire, in misura minore, anche i cacciatorpediniere della serie DDG‑51. Insomma, i cantieri stanno lavorando a pieno regime, e i contratti, come quello da 12,4 miliardi per due nuovi Virginia, non mancano.
Non tutto però fila liscio come sull’acqua. A fianco dei risultati positivi, il report segnala chiaramente problemi nella supply chain e nelle tempistiche di produzione. L’azienda sta lavorando in stretto coordinamento con la Marina USA e altri partner federali per cercare soluzioni. D’altronde, un eventuale accumulo di ritardi potrebbe compromettere consegne e budget futuri, in un settore dove la precisione è fondamentale.
Un punto critico, come accennato, è stato il rinnovo del contratto con circa 2.500 designer navali del sindacato UAW Local 571. Dopo trattative serrate, è stato trovato un accordo che prevede un aumento salariale cumulativo del 30% nei prossimi cinque anni, oltre a un bonus di 1.500 dollari per la ratifica. Un risultato importante, che mette al riparo la produzione da scioperi e tensioni industriali – almeno nel breve termine.
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