Anschütz lancia Autonomics: la nuova frontiera della navigazione autonoma

La tedesca Anschütz GmbH ha lanciato la nuova linea di prodotti per la navigazione autonoma e l’automazione delle missioni marittime.

Il nome del progetto è Anschütz Autonomics. Il sistema si rivolge sia al settore commerciale che alla difesa e alla sicurezza, proponendo strumenti che vanno dall’assistenza alla navigazione fino a soluzioni altamente automatizzate.

Il pacchetto si articola fondamentalmente in due componenti distinte ma complementari. Una vera e propria rivoluzione tecnologica che soddisfa tutte le necessità, le possibilità e potenzialità. Vediamo in cosa consiste nello specifico.

Il primo è la suite denominata SYNAPSIS Autonomics, pensata per potenziare i sistemi di navigazione integrati esistenti con funzioni quali il tracciamento ottico dei bersagli, l’evitamento delle collisioni in conformità alle regole COLREG e un controllo avanzato delle manovre e del mantenimento della posizione.

Il secondo modulo è la piattaforma SYNTACS Autonomics, che gestisce l’automazione della missione, inclusi comportamenti tattici, integrazione dei payload, fusione dei dati e controllo da centri operativi remoti.

Il lancio del nuovo progetto

Il lancio arriva dopo una serie di prove e dimostrazioni reali svolte in collaborazione con cantieri e forze navali in Germania e Francia, in cui imbarcazioni senza equipaggio hanno eseguito con successo manovre ad alta velocità, evitamento automatico di ostacoli e intercettazione di obiettivi sotto controllo remoto. Le soluzioni si basano su componenti certificati e già operativi, circostanza che facilita l’integrazione su navi esistenti o unità nuove.

A livello applicativo, Anschütz Autonomics è pensato per un ampio spettro di scenari: dalle unità di superficie senza equipaggio (USV) alle navi convenzionali dotate di elevato grado di automazione. Le missioni previste spaziano dalla sorveglianza marittima, pattugliamento, scorta di asset ad alto valore, fino all’impiego militare in ambito ISR (intelligence, surveillance, reconnaissance) e operazioni subacquee specializzate, come la rilevazione mine. Questa versatilità consente alla proposta di essere scalabile: si parte da assistenza e controllo remoto fino ad arrivare a piena autonomia operativa.

Navi Anschuz, il progetto (Anschuz Foto) – www.marinecue.it

Rivoluzione tecnologica e strategia

Dal punto di vista tecnologico, la strategia è particolarmente interessante perché sfrutta un’infrastruttura hardware e software già presente nei sistemi di navigazione navali, incrementandola con algoritmi e sensori avanzati per l’automazione. In questo modo, la transizione verso l’autonomia è resa più realistica e meno invasiva, contribuendo a ridurre il tempo e il costo del retrofit o dell’integrazione. Anche la partecipazione al progetto CAPTN initiative dal 2023 ha permesso ad Anschütz di accumulare oltre 250 manovre di evitamento autonomo della collisione in condizioni reali, fornendo un solido banco di prova.

Nonostante le opportunità, non mancano le sfide: la regolamentazione del traffico marittimo con veicoli autonomi è ancora in evoluzione, così come la sicurezza informatica e l’affidabilità del sistema in scenari complessi. Anche l’integrazione con navi già in servizio e l’accettazione operativa da parte del personale costituiscono ostacoli da superare. La replicabilità delle prestazioni in condizioni reali di mare aperto e traffico misto sarà un test decisivo.

La linea Anschütz Autonomics rappresenta un passo significativo verso la navigazione autonoma marittima, integrando navigazione, missione e automazione in un pacchetto modulare e scalabile. Se ben implementata e accettata dal settore, potrebbe modificare sensibilmente il modo in cui vengono progettate, operate e gestite le unità navali, sia in ambito commerciale che militare.

Sveva Di Palma

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