Prenderanno il nostro posto, è solo questione di tempo: domineranno il mondo dopo di noi

Quando l’uomo non ci sarà più, prenderanno il nostro posto. E noi non saremo qui quando tutto ciò accadrà!

Pensare al futuro della Terra senza la presenza dell’uomo è un esercizio strano, ma inevitabile. Ci consideriamo “perfetti” e praticamente immortali, capaci di sopravvivere anche al nostro pianeta tra 5 miliardi di anni.

Eppure, l nostro pianeta, dopo tutto, ha ospitato innumerevoli specie dominanti nel corso della sua lunga storia, e la nostra potrebbe essere solo una fase. Guerre, cambiamento climatico o asteroidi: le cause della nostra eventuale scomparsa potrebbero essere molteplici, e tutte plausibili. E allora, chi o cosa prenderà il nostro posto?

Ci sono candidati che vengono citati spesso quando di sopravvivenza e di estinzioni di massa. Scarafaggi, topi e tardigradi sono i primi che vengono in mente. Tuttavia, quando si parla di costruire una civiltà, la questione diventa più complicata. Non basta resistere, serve intelligenza, organizzazione e capacità di comunicare.

Ed è qui che il discorso diventa davvero interessante. Secondo il biologo evoluzionista Tim Coulson, professore all’Università di Oxford, i prossimi protagonisti del pianeta potrebbero essere i polpi. L’idea potrebbe sembrare assurda a prima vista, ma Coulson ha analizzato i polpi dal punto di vista biologico ed evolutivo per arrivare a questa conclusione.

Un mondo senza l’uomo

Pensare al futuro del nostro pianeta senza l’essere umano è strano, vero? Eppure, la Terra ha visto nascere e scomparire moltissime specie, e la nostra potrebbe non fare eccezione. Tra cambiamento climatico, guerre, asteroidi e chissà cos’altro, molti scienziati sono convinti che il nostro “tempo da protagonisti” potrebbe finire prima del previsto. E quando accadrà, il mondo non si fermerà. La natura continuerà ad andare avanti, e chi casualmente possiede caratteristiche biologiche favorevoli, continuerà a vivere.

Si parla spesso di creature “resistenti” come topi, scarafaggi o tardigradi. Creature che, nonostante tutto, sopravvivono e si adattano alle condizioni più estreme. Ma cosa succederebbe se, tra milioni di anni, dovesse estinguersi l’uomo? Chi prenderà il posto dell’uomo? Qualcuno capace di organizzarsi, comunicare e, perché no, costruire una civiltà? La risposta, secondo il professor Tim Coulson dell’Università di Oxford, è tanto affascinante quanto inaspettata: i polpi. Sì, proprio loro, quei molluschi che popolano i nostri mari, caratterizzati da un occhio estremamente simile a quello di un mammifero e caratterizzato da un’intelligenza senza eguali.

Polpo in azione (Pixabay Foto) – www.marinecue.it

Il loro potenziale “nascosto”

I polpi sono incredibili, non c’è dubbio. Hanno un’intelligenza fuori dal comune, possono risolvere problemi, usare strumenti e persino comunicare attraverso il cambiamento di colori e texture della pelle. E poi c’è il loro sistema nervoso decentralizzato: ogni “braccio” ha una sorta di mente propria, rendendoli maestri del multitasking. In altre parole, non sono solo bravi a sopravvivere, ma anche a innovare.

Secondo Coulson, senza l’interferenza umana, queste capacità potrebbero evolversi al punto da permettere ai polpi di costruire vere e proprie città sottomarine, delle moderne “Atlantidi”. Certo, potrebbero avere difficoltà a conquistare la terraferma, dopotutto sono invertebrati e non possono sopravvivere molto a lungo fuori dall’acqua, ma chi può dire cosa potrebbero inventarsi in milioni di anni? Esoscheletri, respiratori, persino armi. È una speculazione, ovviamente, ma se guardiamo alla loro straordinaria capacità di adattamento, non sembra poi così impossibile. Forse, un giorno, saranno loro i prossimi “civili” del nostro pianeta. Chissà, magari i nostri successori non cammineranno su due gambe, ma su otto braccia.

Mattia Paparo

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