Ritrovato il sommergibile Guglielmotti dopo oltre 100 anni

02/08/2018
Comunicato stampa nr.115

I Cacciamine Rimini e Gaeta della Marina Militare, durante un’attività di sorveglianza dei fondali nel Mar Tirreno presso l’isola di Capraia, hanno localizzato e identificato il relitto del Sommergibile Alberto Guglielmotti, affondato nel marzo del 1917.

Nave Gaeta
PH: marina.difesa.it

Il ritrovamento del relitto del sommergibile è avvenuto da parte di Nave Gaeta ad una profondità di 400 metri, in una posizione correlabile con quella nota del suo affondamento avvenuto intorno alle 21:50 del 10 marzo del 1917 da parte dallo sloop inglese HMS Cyclamen, che lo aveva scambiato per un battello tedesco. Nell’evento perirono 14 membri dell’Equipaggio.

La scoperta è stata poi convalidata dalla successiva investigazione da parte di nave Rimini con il veicolo Multipluto che ha permesso di scattare anche le prime immagini del sommergibile mostrando inconfutabilmente l’identità del relitto grazie alla corrispondenza con i dettagli costruttivi del battello che appare adagiato sul fianco mostrando, ben riconoscibile, il cannone di prora. Le immagini hanno anche confermato lo speronamento avvenuto ad opera dell’Unità inglese.

PH: difesaonline.it

In precedenza, il cacciamine Gaeta aveva localizzato il relitto del HMS Saracen, sommergibile inglese affondato da due corvette italiane durante la seconda Guerra Mondiale già identificato durante una spedizione subacquea da parte di soggetti privati nel 2015.

Il ritrovamento del sommergibile Guglielmotti conferma l’efficacia operativa dei nuovi veicoli subacquei in dotazione alla Marina militare capaci di operare a quote profonde e che potranno essere adoperati anche sui nuovi cacciamine che dovranno sostituire le ormai datate unità della classe Lerici/Gaeta. L’attività condotta dimostra come le capacità militari possono essere messe a disposizione della ricerca subacquea, anche per fini di ricostruzione storica, nell’ambito delle funzioni duali e complementari della Forza Armata.

Questa nuova metodologia di investigazione apre un nuovo capitolo sulle indagini a quote profonde ed amplia gli scenari (militari e non) nei quali, i cacciamine della Marina Militare, possono operare in futuro inquadrandosi in un più ampio programma di esplorazione e ricerca dei nuovi fondali marini.

La scoperta ha infine ridato voce al coraggio e alla dignità di quegli uomini che oltre cento anni fa servirono il Paese fino all’estremo sacrificio.


Approfondimenti sull’unità ritrovata

SOMMERGIBILE ALBERTO GUGLIELMOTTI (1°)

Classe “Pacinotti”

(Tipo Laurenti)

Cantiere FIAT-S. Giorgio – Spezia

Impostato: 7.6.1914; varato: 4.6.196; consegnato: 19.12.1916;

Affondato: 10.3.1917; radiato 9.8.1917

Generalità

Questo sommergibile, progettato da Laurenti, rappresentò insieme all’A. Pacinotti, il primo esperimento nel campo delle unità subacquee di elevato dislocamento. La R. Marina ne ordinò due esemplari nel 1913 quando la Marina Imperiale germanica aveva già in costruzione un’ unità dello stesso tipo presso i Cantieri La Spezia.

Si trattò di una produzione, in dimensioni maggiori, delle unità di piccolo dislocamento tipo “Fiat – S.Giorgio” senza importanti innovazioni nel campo costruttivo.

I compartimenti allagabili erano ricavati nell’interno della parete centrale dello scafo mentre dei depositi combustibili alcuni erano ubicati all’esterno, alle due estremità dello scafo, ed altri in una cassa interna centrale.

Una particolarità nell’armamento era la sistemazione di tre lanciasiluri a prora, innovazione che non ebbe seguito nelle unità subacquee successive.

I due “Pacinotti” (A.Pacinotti e A.Guglielmotti) prestarono servizio per breve tempo e la valutazione delle prestazioni da essi fornite non ne consigliò la riproduzione.

Attività

Il Guglielmotti, al comando del capitano di fregata Guido Castiglioni, che ne aveva curato anche l’allestimento, nei primi giorni del marzo 1917 ebbe l’ordine di raggiungere la sede di Brindisi, per operare nell’Adriatico meridionale con la 2ª Flottiglia.

Salpato dalla Spezia il 10 marzo, scortato dal piroscafo Cirenaica, alle ore 21.50, in navigazione nelle acque della Capraia, scambiato per unità nemica dal dragamine britannico Cyclamen di scorta al trasporto truppe Arcadia, fu cannoneggiato, speronato ed affondato.

Nell’incidente perdettero la vita quattordici uomini dell’equipaggio e tra questi l’ufficiale in 2ª, tenente di vascello Virgilio De Biase.

L’ unità fu radiata il 9 agosto 1917.

MottoNella difesa degli oppressi e nella punizione degli scellerati

Giacomo Gini

Nato a Genova il 13 agosto 1995, diplomato presso l'Istituto Tecnico Nautico Statale "San Giorgio" con indirizzo costruzione del mezzo (costruttore navale), iscritto alla scuola politecnica dell'Università di Genova come studente di Ingegneria Navale (corso triennale)

Recent Posts

Tecnologia superidrofobica per tubi inaffondabili: un passo concreto verso navi insommergibili

Un gruppo di ricercatori dell’Università di Rochester ha sviluppato un sistema per rendere i tubi…

2 giorni ago

Nuove ricerche hanno individuato un anello mancante nella catena alimentare dell’oceano profondo

I pesci di medie dimensioni sarebbero il collegamento tra la superficie e gli abissi oceanici,…

5 giorni ago

Antartide, la storia del ghiaccio costiero ci racconta il legame tra clima e attività solare

Uno studio ha ricostruito 3.700 anni di storia climatica antartica mostrando una sorprendente correlazione tra…

6 giorni ago

Nuovo rapporto ONU-INWEH 2026: molti sistemi idrici mondiali sono entrati in una fase di collasso irreversibile

Il nuovo rapporto ONU-INWEH 2026 introduce il concetto di Global Water Bankruptcy, documentando come molti…

1 settimana ago

Un’ondata di calore marina ha cambiato per sempre l’Atlantico: gli effetti ancora oggi

Una singola ondata di calore marino verificatasi nel 2003 nel Nord Atlantico ha innescato trasformazioni…

1 settimana ago

Le microplastiche riducono la capacità degli oceani di assorbire carbonio: un rischio climatico sottovalutato

Le microplastiche stanno compromettendo la capacità degli oceani di assorbire CO₂, poiché alterano i cicli…

2 settimane ago