Mar Nero, 23 marinai morti o dispersi al largo di Romania e Bulgaria

Cinque mercantili colpiti da droni nelle acque economiche di Romania e Bulgaria in dieci giorni, poi l’incendio della Wine Trader a Sulina.

16 ottobre 2026 18:00
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Gli attacchi contro le navi mercantili nel Mar Nero occidentale sono arrivati fino alle zone economiche esclusive di Romania e Bulgaria, due Paesi NATO. Dal 5 ottobre almeno cinque navi da carico sono state colpite da droni al largo delle due coste, e il conteggio dell'agenzia Reuters arriva a 23 marinai morti o dispersi. Sono i 2 morti del Royad Mammadov, affondato nella zona economica romena, e i 21 dispersi di Alfa Watan (10) e HS Dignity (11), affondate in quella bulgara il 6 e il 13 ottobre.

Il 15 ottobre si è aggiunto l'episodio più vicino alla costa. Verso le 7 locali la petroliera chimica Wine Trader, bandiera di San Marino e stive vuote, ha segnalato un incendio a circa 13 miglia nautiche a sud-est di Sulina, alla foce del Danubio. L'Autorità navale romena riporta 5 marinai soccorsi e 7 dispersi su 12. La sera prima aveva preso fuoco, nella stessa area, la petroliera Yara J delle Comore, con l'equipaggio salvo. Bucarest non ha collegato i due incendi ai droni che nella notte hanno violato lo spazio aereo romeno, e nessuno Stato ha rivendicato gli attacchi. Situazione aggiornata alle 16 del 15 ottobre.

La linea del rischio si è spostata verso ovest

La distinzione che conta è quella tra due fasce di mare. Le acque territoriali si estendono per 12 miglia nautiche (circa 22 km) dalla linea di base e sono territorio dello Stato costiero a tutti gli effetti. La zona economica esclusiva può arrivare a 200 miglia e dà allo Stato diritti esclusivi sulle risorse, mentre la navigazione resta libera per tutte le bandiere. Secondo il premier bulgaro Rumen Radev, l'attacco del 6 ottobre è stato il primo contro navi civili nella zona bulgara dall'inizio della guerra; in quella romena c'era un precedente nel settembre 2024, quando un missile colpì un cargo turco carico di grano ucraino a circa 48 km dalla costa.

Le posizioni lo mostrano. L'Alfa Watan, con 9 marinai siriani e uno egiziano, è stata colpita a circa 130 km dalla costa bulgara. L'HS Dignity, bandiera della Guinea-Bissau e diretta a Brăila, è affondata il 13 ottobre a 17 miglia a est di Krapets, mentre la Chelsea 3, colpita da tre droni a 18 miglia da Byala, è rimasta a galla e tutti i 15 membri dell'equipaggio sono stati soccorsi. Sulina è il punto più esposto perché lì il canale collega il Danubio al mare, ed è la via d'uscita su cui l'Ucraina si appoggia dopo gli attacchi ai suoi porti marittimi. Per maltempo e carenza di personale decine di navi restano all'ancora in attesa di risalire il canale.

Restano senza conferma tre punti. Chi abbia lanciato i droni (il governo bulgaro dice di non avere prove, Kiev accusa Mosca, la rappresentanza russa a Sofia dichiara di non avere informazioni). Se gli incendi di Wine Trader e Yara J siano stati causati da un attacco; il ministro della Difesa romeno Radu Miruță ha detto che i radar non mostravano droni diretti verso la Yara J. E la sorte dei 28 marinai ancora dispersi.

Cosa cambia per armatori, assicurazioni ed equipaggi

Il primo effetto si vede nelle polizze. Il 16 settembre il Joint War Committee, il comitato degli assicuratori marittimi del mercato di Londra, ha esteso con la circolare JWLA-035 le aree a rischio guerra a quasi tutto il Mar Nero, escluse le acque territoriali di Turchia, Georgia, Bulgaria e Romania. L'inserimento non vieta la navigazione, ma obbliga a notificare il viaggio all'assicuratore e a pagare un premio aggiuntivo trattato caso per caso, con un costo che dipende da nave, rotta e giorni passati nell'area, secondo il meccanismo dei premi assicurativi rischio guerra sulle rotte marittime.

Le cifre circolate finora vengono da operatori del settore e valgono per singoli casi. Andriy Sobol, citato dalla società di analisi UkrAgroConsult, riporta un premio salito dallo 0,1 allo 0,5% del valore della nave nelle due settimane fino al 6 ottobre; per una nave da 5.000 tonnellate di portata lorda valutata 1,5 milioni di dollari significa 7.500 dollari, circa 1,5 dollari per tonnellata di grano. Evgeni Simeonov, responsabile di Lukoil in Bulgaria, ha detto alla televisione pubblica bulgara che l'assicurazione per una petroliera in transito è passata da circa 200.000 a 2,5 milioni di dollari.

Finora chi voleva evitare il sovrapprezzo poteva navigare dentro la fascia delle 12 miglia lungo le coste romene e bulgare, rimasta fuori dalla lista. Lo stesso Sobol avvertiva che un attacco nelle acque territoriali avrebbe cambiato di nuovo le condizioni, e la Wine Trader si trovava, nella ricostruzione di Bucarest, proprio dentro le 12 miglia, anche se alcuni resoconti d'agenzia la collocano un miglio più al largo. Sul piano politico Sofia ha convocato l'ambasciatrice russa e chiesto assistenza a NATO e Unione europea, mentre la presidente bulgara Iliana Iotova ha invitato Romania e Turchia a consultazioni sulla protezione dei mercantili, un tema che si intreccia con la tenuta del corridoio marittimo ucraino. Il segretario generale dell'IMO Arsenio Dominguez aveva già ricordato agli Stati membri che nel Mar Nero gli attacchi alle navi civili non vengono da un solo Paese.

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