I sogni di 117 bambini di Gaza nel mare di Milazzo

La campionessa di apnea Alessia Zecchini li ha portati sott'acqua scritti sulla sua muta. Con lei si è immerso l'attivista siracusano Sebastian Colnaghi.

07 ottobre 2026 10:11
I sogni di 117 bambini di Gaza nel mare di Milazzo - Sebastian Colnaghi/Alessia Zecchini
Sebastian Colnaghi/Alessia Zecchini
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Sono 117 bambini palestinesi evacuati da Gaza, oggi accolti e sostenuti a Bologna dalla Banna Al Khayri Foundation. Hanno scritto i loro sogni e i loro messaggi direttamente sulla muta di Alessia Zecchini, che li ha portati con sé durante la discesa nelle acque di Milazzo.

Insieme alla campionessa si è immerso Sebastian Colnaghi, attivista ambientale di Siracusa, che è stato invitato anche a collaborare alla realizzazione del progetto.

Una tappa di #LetChildrenPlay

I sogni di 117 bambini di Gaza nel mare di Milazzo
Sebastian Colnaghi/Alessia Zecchini

L'immersione fa parte di #LetChildrenPlay, il progetto promosso da Rising Dreams in collaborazione con Kites4Palestine in occasione del Global Gaza Kite Weekend, tenutosi lo scorso 12 e 13 settembre 2026.

In quest'occasione Zecchini, 18 volte medaglia d'oro e detentrice di 40 record mondiali di apnea, è scesa nelle acque di Milazzo con indosso la muta su cui i bambini avevano scritto sogni e messaggi, e li ha portati con sé per tutta la discesa. Accanto a lei si è immerso Colnaghi, che oltre a partecipare all'immersione ha collaborato con la campionessa alla realizzazione dell'iniziativa.

Nelle intenzioni dei promotori, un gesto sportivo diventa così un messaggio di solidarietà che rimette al centro le voci dei bambini e il loro diritto a immaginare un futuro.

Le parole di Sebastian Colnaghi

I sogni di 117 bambini di Gaza nel mare di Milazzo
Sebastian Colnaghi

«Il mare non ha confini, e non dovrebbe averne neanche il diritto di ogni bambino di sognare», ha detto Sebastian Colnaghi. «Immergermi accanto ad Alessia e portare idealmente con noi le parole di questi bambini mi ha fatto pensare a quanto sia assurdo che un sogno debba essere affidato a una muta da sub per poter trovare una strada verso il mondo. Oggi il nostro compito è fare in modo che quelle parole non rimangano sott'acqua, ma continuino a emergere e a essere ascoltate».

L'attivista siracusano lavora soprattutto sulla sensibilizzazione ambientale e sulla tutela della biodiversità. «Ho sempre visto il mare come un simbolo di vita, libertà e connessione tra le persone. Questa volta lo abbiamo trasformato in un messaggero», spiega. «Quei 117 sogni rappresentano altrettante voci. Possiamo essere distanti migliaia di chilometri, ma davanti ai desideri di un bambino le distanze scompaiono. Nessun bambino dovrebbe avere paura di giocare, di andare a scuola, di guardare il cielo o semplicemente di immaginare il proprio futuro».

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