Reattori sulle navi mercantili, la IAEA lancia l'iniziativa ATLAS

La IAEA lancia ATLAS per il nucleare civile in mare. Nessuna nave autorizzata, il codice IMO resta quello del 1981.

03 settembre 2026 09:12
Reattori sulle navi mercantili, la IAEA lancia l'iniziativa ATLAS - NS Savannah
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La IAEA ha lanciato il 26 e 27 agosto a Washington l'iniziativa ATLAS, sigla di Atomic Technologies Licensed for Applications at Sea, che punta a costruire un quadro internazionale per l'uso civile del nucleare in mare, dalla propulsione delle navi mercantili agli impianti galleggianti. Il forum di lancio ospitato dagli Stati Uniti ha riunito circa 600 partecipanti da oltre 50 Paesi, con organizzazioni internazionali, società di classificazione, armatori e autorità portuali. Il trasporto marittimo, ricorda l'agenzia, movimenta circa l'80% del commercio mondiale.

Nessuna nave e nessun progetto di reattore risultano autorizzati dall'iniziativa. Il documento congiunto firmato dagli Stati membri, tra cui l'Italia, dichiara ATLAS neutrale rispetto alle tecnologie, senza promuovere reattori o fornitori specifici, e riconosce che progetti, modelli di business e concetti operativi restano in larga parte a uno stadio iniziale. La fase successiva prevede un comitato direttivo e sei gruppi di progetto con rappresentanti degli Stati, dell'industria e degli altri portatori di interesse, che secondo la IAEA cominceranno il lavoro tecnico entro l'anno su sicurezza degli impianti, protezione fisica contro atti dolosi, salvaguardie di non proliferazione e regole autorizzative.

Perché il codice che regola le navi nucleari è fermo al 1981

Una disciplina internazionale per le navi mercantili a propulsione nucleare esiste già. Il capitolo VIII della convenzione SOLAS sulla salvaguardia della vita umana in mare rimanda al Codice di sicurezza per le navi mercantili nucleari, adottato dall'assemblea dell'IMO come risoluzione A.491(XII) nel 1981. Quel testo è costruito attorno a una sola famiglia di impianti, i reattori ad acqua pressurizzata, e fissa requisiti puntuali invece di obiettivi di prestazione che una tecnologia diversa possa dimostrare di raggiungere.

La revisione era partita prima di ATLAS. Nella sessione tenuta a Londra dal 19 al 23 gennaio 2026, il sottocomitato dell'IMO su progettazione e costruzione delle navi ha messo a punto un piano di lavoro di alto livello per riscrivere il codice e individuare le modifiche da apportare al capitolo VIII. Il calendario indica l'adozione nel 2030, con l'avvertenza esplicita che la data e il piano stesso possono cambiare in base ai progressi. Il piano è stato trasmesso al comitato per la sicurezza marittima, che si è riunito a maggio, ed è stato istituito un gruppo di corrispondenza per censire i problemi tecnici legati all'uso di reattori a bordo.

Dalla discussione è emerso un punto che riguarda direttamente ATLAS, cioè l'accordo generale sulla necessità di coinvolgere la IAEA perché il futuro quadro dell'IMO resti allineato agli standard di sicurezza nucleare già in vigore. Le due organizzazioni lavorano su perimetri diversi, l'una sulla nave e l'altra sul reattore, e la stessa agenzia descrive ATLAS come il primo tentativo coordinato su scala globale di mettere in comunicazione i due settori.

Cosa serve prima che una nave a reattore possa scalare un porto

Il precedente esiste ed è entrato nel programma del forum. I delegati hanno visitato al porto di Baltimora la NS Savannah, prima nave mercantile civile a propulsione nucleare, il cui reattore entrò in funzione nel 1962. La IAEA pubblicò il primo rapporto di sicurezza sulle navi nucleari nel 1968, e da allora il numero di unità civili di questo tipo messe in servizio è rimasto limitato.

La differenza rispetto a un impianto a terra sta nel fatto che la nave attraversa giurisdizioni. Un'autorizzazione dello Stato di bandiera non basta, perché ogni scalo dipende dalle regole dello Stato di approdo, e la stessa unità incrocia normative su sicurezza del reattore, protezione fisica, trasporto di materiale radioattivo, preparazione alle emergenze e non proliferazione. È questo intreccio che i sei gruppi di progetto dovranno affrontare, tenendo conto degli scenari di impiego sia delle navi sia degli impianti galleggianti.

Sui tempi le indicazioni disponibili sono due e sono entrambe obiettivi dichiarati. La IAEA sostiene che alcuni progetti potrebbero essere pronti per l'impiego già nel corso degli anni Trenta, mentre l'IMO lavora sul 2030 per il codice aggiornato. Il documento firmato a Washington precisa che ATLAS non nasce per durare indefinitamente e che struttura e perimetro dei gruppi di lavoro potranno cambiare nel tempo, mentre la partita parallela sugli impianti nucleari galleggianti segue tempi propri.

Domande frequenti

Esistono navi mercantili a propulsione nucleare in servizio oggi?

Le unità mercantili civili a propulsione nucleare messe in servizio dagli anni Cinquanta sono state poche e la flotta commerciale mondiale continua a navigare con motori a combustione. L'esperienza operativa più continua resta quella russa nel settore dei rompighiaccio. La NS Savannah, ormeggiata a Baltimora, non naviga più ed è conservata come sito storico.

ATLAS cambia qualcosa per gli armatori nell'immediato?

No. L'iniziativa è un tavolo di coordinamento tra Stati, industria e regolatori, e il documento firmato a Washington non ha valore vincolante. Finché l'IMO non avrà completato la revisione, le regole applicabili restano il capitolo VIII della SOLAS e il codice del 1981, scritti attorno a una sola tecnologia di reattore.

Chi decide se una nave nucleare può entrare in un porto?

La decisione spetta allo Stato di approdo, che applica le proprie norme di controllo oltre a quelle internazionali. È uno dei motivi per cui un quadro condiviso pesa quanto il singolo progetto di reattore, perché una nave che non ottiene accesso ai porti non ha un impiego commerciale.

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