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Boom di ordini nella cantieristica navale nel 2026: Fincantieri a 57,7 miliardi tra rischi cyber e batterie al litio
Boom di ordini nella cantieristica navale nel 2026: Fincantieri a 57,7 miliardi tra rischi cyber e batterie al litio
Il primo trimestre 2026 chiude con ordini navali in crescita del 40%. Fincantieri arriva a 57,7 miliardi di portafoglio e 100 navi da consegnare entro il 2036.
Il primo trimestre del 2026 segna un salto degli ordini nella cantieristica navale mondiale, cresciuti del 40% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente secondo i dati Bimco. Il portafoglio ordini globale ha raggiunto 191 milioni di CGT (tonnellate di stazza compensata), il valore più alto dal 2011. Dentro questo scenario, Fincantieri consolida la propria posizione con un portafoglio ordini che sale a 57,7 miliardi di euro e cento navi da consegnare entro il 2036.
Un trimestre da record per i cantieri
La spinta arriva soprattutto dalla Cina, che tra gennaio e marzo 2026 ha prodotto 15,68 milioni di DWT, in aumento del 46% su base annua e pari al 57,3% della produzione mondiale. I nuovi ordini raccolti dai cantieri cinesi nel trimestre hanno toccato 59,53 milioni di DWT, con un incremento del 195,2% rispetto all'anno precedente e una quota dell'84,9% del mercato globale.
A fine marzo il portafoglio ordini del paese si attestava a 322,3 milioni di DWT, il 43,6% in più su base annua. La crescita cinese ridisegna gli equilibri competitivi del settore, ma lascia comunque spazio ai cantieri europei specializzati in segmenti ad alto valore aggiunto come navi da crociera e unità militari, dove la componente tecnologica e la personalizzazione contano più del prezzo per tonnellata.
Fincantieri: portafoglio a 57,7 miliardi e cento navi in consegna
Il gruppo triestino ha già raccontato una serie di traguardi negli ultimi anni, come documentato su marinecue.it a proposito del record celebrato da Fincantieri nell'agosto 2025. Il dato attuale conferma quella traiettoria: un carico di lavoro complessivo da 57,7 miliardi di euro e cento navi in portafoglio, con consegne scaglionate fino al 2036. Il mix comprende commesse civili, dalle navi da crociera alle unità offshore, e commesse militari legate ai programmi di rinnovo delle flotte in Italia e all'estero.
Un orizzonte di consegna così esteso obbliga i cantieri a pianificare capacità produttiva, forniture e manodopera specializzata su un arco di dieci anni, un esercizio che espone l'azienda a rischi diversi da quelli tipici di un ciclo industriale più breve: dalla volatilità dei prezzi delle materie prime alla necessità di aggiornare tecnologie e protocolli di sicurezza mentre le navi sono ancora in costruzione.
Cyber-fisico: la nuova frontiera del rischio nei cantieri
La crescita del portafoglio ordini si accompagna a un'esposizione crescente ai rischi cyber-fisici. Dal 1° novembre 2026 la cybersecurity entrerà a pieno regime nei Safety Management System delle navi con bandiera italiana, secondo la circolare 177/2025 del Corpo delle Capitanerie di Porto, in linea con le linee guida IMO e con il framework della direttiva europea NIS2.
Il punto centrale è che un sistema OT compromesso a bordo non è più soltanto un problema informatico, ma una questione di sicurezza della navigazione: un attacco ai sistemi di gestione della nave può portare a collisioni, incagli o incidenti ambientali. Fincantieri ha risposto integrando la cybersecurity già nella fase di progettazione delle unità, con un approccio "by design" sviluppato dalla controllata Fincantieri NexTech, e ha firmato contratti con la Marina Militare per rafforzare la resilienza informatica dei sistemi di gestione delle navi di nuova generazione.
Elettrificazione e batterie al litio: il rischio incendio a bordo
Il secondo fronte di rischio riguarda l'elettrificazione della flotta e il trasporto di batterie agli ioni di litio. Secondo un report dell'assicuratore marittimo Agcs, le batterie al litio espongono le navi a quattro minacce concrete: l'incendio, dovuto alla presenza di elettroliti infiammabili; l'esplosione, causata dal rilascio di vapori e gas in spazi ristretti; il thermal runaway, una reazione autoalimentata che può degenerare rapidamente; e la produzione di gas tossici.
Gli incendi di batterie al litio sono più difficili da spegnere rispetto a quelli tradizionali perché la reazione chimica può proseguire anche con scarso apporto di ossigeno, e può generare getti di fiamma che favoriscono la propagazione. Cause ricorrenti sono accumulatori non conformi agli standard, sovraccarico o cortocircuiti da surriscaldamento.
Il tema è già stato affrontato su questo sito a proposito delle nuove regole internazionali per le navi che trasportano veicoli elettrici, e resta un nodo aperto per i cantieri che progettano navi ibride o elettriche di nuova generazione: la sicurezza antincendio va integrata nel progetto della nave fin dalle prime fasi, non aggiunta a posteriori.
I due rischi, cyber e batterie al litio, condividono un tratto comune: nascono entrambi dalla stessa transizione tecnologica che sta portando ordini ai cantieri. Più le navi diventano connesse ed elettrificate, più aumentano le superfici di attacco informatico e le fonti di innesco a bordo. Per cantieri come Fincantieri, gestire un portafoglio da 57,7 miliardi di euro significa quindi anche costruire competenze di ingegneria della sicurezza che vadano oltre gli standard tradizionali dello scafo e della propulsione.
Key takeaways
Gli ordini navali globali sono cresciuti del 40% nel primo trimestre 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025 (dati Bimco).
Il portafoglio ordini mondiale ha toccato 191 milioni di CGT, il livello più alto dal 2011.
Fincantieri ha un carico di lavoro di 57,7 miliardi di euro, con cento navi da consegnare entro il 2036.
Dal 1° novembre 2026 la cybersecurity diventa parte integrante dei Safety Management System delle navi con bandiera italiana.
Le batterie al litio a bordo espongono le navi a rischi di incendio, esplosione, thermal runaway e gas tossici, secondo l'assicuratore Agcs.
Domande frequenti
Perché gli ordini nella cantieristica navale sono cresciuti così tanto nel 2026?
La crescita è trainata soprattutto dalla produzione cinese, che nel primo trimestre 2026 ha raccolto nuovi ordini per 59,53 milioni di DWT, oltre l'84% della quota mondiale, mentre il portafoglio ordini globale ha raggiunto il livello più alto dal 2011.
Quanto vale il portafoglio ordini di Fincantieri nel 2026?
Il carico di lavoro complessivo di Fincantieri ammonta a 57,7 miliardi di euro, con cento navi in portafoglio e consegne pianificate fino al 2036.
Cosa cambia dal 1° novembre 2026 per la cybersecurity delle navi italiane?
Entra a pieno regime l'obbligo di integrare la gestione del rischio cyber nei Safety Management System delle navi con bandiera italiana, in base alla circolare 177/2025 del Corpo delle Capitanerie di Porto, in coerenza con le linee guida IMO e con la direttiva europea NIS2.
Perché le batterie al litio sono considerate un rischio a bordo delle navi?
Perché possono generare incendi difficili da estinguere, esplosioni per rilascio di gas in spazi ristretti, fenomeni di thermal runaway e produzione di gas tossici, come descritto nei report degli assicuratori marittimi specializzati.
I rischi cyber e quelli legati alle batterie al litio sono collegati tra loro?
Sono legati dalla stessa causa di fondo, cioè la transizione tecnologica delle navi verso maggiore connettività ed elettrificazione, che amplia sia le superfici di attacco informatico sia le fonti di innesco a bordo.