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Rischi e incendi a bordo: nuove regole internazionali per le navi che trasportano veicoli elettrici

Negli ultimi anni, il trasporto marittimo di veicoli elettrici (EV) è aumentato notevolmente.

I numeri ammontano a oltre 20 milioni di automobili spedite ogni anno via nave e una quota crescente costituita da EV . Sebbene nessun incendio a bordo sia ancora stato attribuito con certezza esclusivamente a un veicolo elettrico, gli incendi sui trasportatori di automobili sono aumentati e le caratteristiche delle fiamme generate da batterie al litio sono diverse e più complesse rispetto a quelle dei motori a combustione interna .

L’International Union of Marine Insurance (IUMI) ha pubblicato nel 2023 una guida con best practice e raccomandazioni per il trasporto sicuro dei veicoli elettrici via mare. Tuttavia, visto l’evolversi rapido del settore e i risultati di nuove ricerche, l’associazione ha aggiornato il documento nel settembre 2025, intitolandolo “Risk mitigation for the safe ocean and short-sea carriage of electric vehicles” .

Questo aggiornamento introduce nuove aree di attenzione: sui possibili accumuli di gas infiammabili durante un thermal runaway, sulle caratteristiche termiche dei fuochi (picco di calore e quantità totale di energia rilasciata), e sulle criticità legate ai tipi di navi come Pure Car and Truck Carriers (PCTC). Include inoltre proposte specifiche come l’approccio “Fixed First” per i PCTC e limiti d’efficacia degli estintori a schiuma.

In parallelo, incidenti recenti come quello della nave Morning Midas, avvenuto a inizio giugno 2025 durante una rotta Pacifico, hanno visto l’incendio divampare sulla coperta con veicoli elettrici; il sistema antincendio a CO₂ non ha bloccato la riaccensione delle fiamme, è stata necessaria l’evacuazione dell’equipaggio e la nave è infine affondata . Questi eventi evidenziano i limiti degli strumenti tradizionali di lotta agli incendi marittimi davanti alla complessità dei battery fires.

Nuove strategie di prevenzione

Il documento aggiornato di IUMI sottolinea innanzitutto l’importanza di mantenere al minimo possibile lo stato di carica (SoC) delle batterie durante il trasporto: una misura preventiva fondamentale per ridurre il rischio di thermal runaway . Inoltre, durante un evento d’incendio, l’accumulo di gas infiammabili può trasformare un incendio in un pericolo esplosivo in ambienti poco ventilati, perciò la strategia antincendio deve combinare efficacemente l’estinzione con procedure di ventilazione dedicate .

È stato inoltre evidenziato che, sebbene l’energia totale rilasciata in un incendio da EV sia simile a quella di un veicolo convenzionale, il picco di calore potrebbe risultare più elevato a seconda della chimica delle batterie . Questo implica un rischio potenzialmente maggiore di propagazione rapida dell’incendio e richiede sistemi di spegnimento più robusti e progettati ad hoc.

Incendi sulle navi, ecco le nuove soluzioni (Freepik Foto) – www.marinecue.it

Sfide tecniche e passo avanti normativo

Le navi PCTC presentano sfide strutturali significative per la gestione di incendi da veicoli elettrici: le aree di stivaggio sono spesso compatte, con ventilazione limitata e difficoltà nel raggiungere rapidamente i focolai . Per questo motivo, l’approccio “Fixed First” suggerito da IUMI prevede sistemi antincendio fissi e predisposti per attivarsi prontamente, riducendo la dipendenza da interventi manuali.

Inoltre, IUMI evidenzia le limitazioni degli estintori a schiuma, spesso inefficaci contro incendi da battery, e promuove alternative più adatte come estintori specifici e coperture anti-fiamme dedicate . Le autorità marittime internazionali, tra cui l’IMO, stanno integrando queste raccomandazioni nei futuri aggiornamenti legislativi, con modifiche alle normative SOLAS previste tra il 2026 e il 2028 per aumentare i requisiti di rilevazione e soppressione incendi su navi che trasportano veicoli elettrici .

Sveva Di Palma

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