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Oceanografia e clima: la Laura Bassi parte per 20 giorni di studi tra Trieste e il Sud Italia

Il Sud Italia “ospiterà” la Laura Bassi. Questa missione oceanografica ha come scopo quello di capire meglio lo stato del mare (e non solo!).

Non capita tutti i giorni che una nave da ricerca italiana salpi con un’agenda così fitta di obiettivi. La Laura Bassi, uno dei pochi rompighiaccio scientifici del nostro Paese, è partita da Trieste per una campagna estiva che si snoderà tra fine agosto e metà settembre. Una ventina di giorni, dal 27 agosto al 15 settembre, in cui il Mediterraneo diventerà un laboratorio a cielo aperto.

L’itinerario, come riportato dal comunicato stampa dell’OGS del 26/08/2025,  tocca luoghi diversi e affascinanti: dal familiare Golfo di Trieste, alle acque più profonde intorno alle Eolie, fino a scendere verso il sud dell’Adriatico. Ogni tappa ha uno scopo preciso: raccolta di campioni, mappature geofisiche, test di strumentazioni appena installate. 

A rendere il tutto ancora più significativo è la cornice in cui questa missione si inserisce. Gran parte delle attività rientra infatti nel progetto ITINERIS, finanziato dal PNRR, con l’obiettivo di creare un grande hub italiano per l’accesso a dati e servizi dedicati allo studio del sistema Terra. Insomma, non è solo una campagna estiva: è un tassello di una strategia scientifica a lungo termine.

E c’è anche un dettaglio che aggiunge un po’ di atmosfera: questa missione estiva serve a scaldare i motori, o meglio a testare strumenti e procedure, in vista della prossima spedizione antartica che partirà a ottobre. Una sorta di prova generale!

Tra Trieste e le Eolie, la tecnologia va a fondo

Il primo tratto di navigazione sarà dedicato al Golfo di Trieste, dove la Laura Bassi condurrà campionamenti geologici e rilievi geofisici nell’ambito del progetto SABMAR, pensato per mappare e caratterizzare i corpi sedimentari della costa friulana. Si tratta di dati fondamentali per gestire e proteggere l’area in modo sostenibile, e l’OGS coordina il progetto con la guida della ricercatrice Martina Busetti.

Poi la nave si sposterà verso le Eolie, precisamente tra Panarea e Basiluzzo. Qui entrerà in azione l’AUV Hugin, un veicolo sottomarino autonomo capace di operare fino a 3000 metri di profondità. L’installazione del suo sistema di lancio e recupero è recente, e questa sarà una delle prime occasioni per provarlo sul campo. Verranno acquisiti dati geofisici, geochimici e morfologici dei fondali, insieme a sedimenti e registrazioni acustiche raccolte dal team della sede OGS di Milazzo.

Illustrazione della Laura Bassi (Wikimedia Commons RoadMan Italy FOTO) – marinecue.it

Adriatico meridionale e osservazioni a lungo termine

Nella seconda parte della campagna, la nave si concentrerà sull’Adriatico meridionale, per la missione EMSO-SA2025-LB. Qui l’attenzione è puntata sugli ancoraggi oceanografici, vere e proprie infrastrutture subacquee che raccolgono dati in continuo sullo stato del mare. Il sito osservativo, gestito da OGS e CNR-ISP, fa parte della rete europea EMSO, che mette insieme osservatori multidisciplinari per monitorare a lungo termine i processi oceanici.

Le operazioni non si limiteranno alla manutenzione: saranno affiancate da misure con l’Ocean Glider e dagli Argo float, robot subacquei internazionali che contribuiscono alla ricerca climatica e oceanografica. Grazie ai laboratori di bordo sarà possibile calibrare i dati biogeochimici acquisiti, integrando osservazioni fisiche, ecologiche e chimiche. Tutto questo, oltre a rafforzare la qualità dei dati, prepara il terreno per le grandi sfide climatiche e scientifiche del futuro.

Mattia Paparo

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