Partita la posa in opera del cavo sottomarino più grande in assoluto | Dalla Sardegna alla Sicilia fino alla terraferma: enorme passo in avanti per le rinnovabili

Illustrazione di un cavo sottomarino (Canva FOTO) - marinecue.it

Illustrazione di un cavo sottomarino (Canva FOTO) - marinecue.it

Questa grandissima opera è appena partita, e sarà davvero maestosa e titanica. Migliorerà tantissimo i collegamenti!

I cavi sottomarini sono lunghi conduttori che attraversano gli oceani per portare internet e comunicazioni da un continente all’altro. Sono realizzati in fibra ottica, rivestita da strati protettivi che li rendono resistenti alla pressione e alle insidie del fondale marino.

A vederli sembrano semplici tubi, ma al loro interno viaggiano miliardi di informazioni sotto forma di impulsi luminosi. La loro storia comincia nell’Ottocento con i primi cavi telegrafici posati tra Europa e America.

Oggi, circa il 99% del traffico mondiale di dati passa proprio da queste linee invisibili, molto più efficienti e veloci dei satelliti. Nonostante la robustezza, non sono indistruttibili.

Possono danneggiarsi a causa di ancore, attività di pesca, terremoti o persino per l’attacco di animali marini curiosi. In più, in tempi recenti, sono diventati anche un potenziale bersaglio geopolitico, visto il loro ruolo cruciale nella sicurezza e nell’economia digitale. 

Una notizia che fa ben sperare

Negli ultimi anni il tema delle grandi infrastrutture energetiche è diventato sempre più centrale, soprattutto quando si parla di rinnovabili e di come portare energia pulita dove serve davvero. Non si tratta solo di pannelli solari e pale eoliche, ma anche di reti che sappiano connettere le varie regioni in maniera stabile ed efficiente. È qui che entrano in gioco i cavi sottomarini, vere e proprie autostrade invisibili che scorrono sotto il mare, spesso ignorate da chi non lavora nel settore.

L’idea di stendere un collegamento tra Sicilia, Sardegna e la penisola italiana si inserisce proprio in questo scenario. Non è un progetto nato ieri: se ne parla da tempo e ha già attraversato ostacoli burocratici, ricorsi e critiche di vario genere. Adesso, però, qualcosa si muove davvero e il Tyrrhenian Link, così è stato battezzato, ha finalmente imboccato la strada della realizzazione.

Illustrazione di un cavo in profondità (Canva FOTO) - marinecue.it
Illustrazione di un cavo in profondità (Canva FOTO) – marinecue.it

Cosa succederà ora?

Come riportato da Vai Elettrico, le operazioni sono partite con le navi specializzate Artabro e Nautilus, incaricate di pulire i fondali e iniziare la posa del cavo.  La svolta è arrivata dopo la bocciatura, da parte del Consiglio di Stato, del ricorso presentato dal Comune di Selargius, che rischiava di rallentare l’intero iter. Il Tyrrhenian Link non è un cavo qualunque: si tratta di un collegamento in corrente continua (HVDC) capace di trasportare 1000 MW di potenza, lungo complessivamente 970 km.

È diviso in due rami: quello Est, che unisce Fiumetorto in Sicilia a Battipaglia in Campania, misura 490 km e scende fino a 1.560 metri di profondità; quello Ovest, sempre da Fiumetorto ma verso Terra Mala in Sardegna, è lungo 480 km e arriva a toccare i 2.150 metri, un record assoluto per un cavo ad alta tensione. Secondo Terna e Prysmian, che lo stanno realizzando, servirà a stabilizzare il sistema elettrico nazionale e a integrare meglio le rinnovabili prodotte nel Sud Italia.