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Trieste, debutta RoboGO: il maxi robot subacqueo che potrebbe rivoluzionare la manutenzione portuale

E’ in arrivo RoboGO, il robot che cambia le regole nei fondali di Trieste. La manutenzione ne prossimi anni sarà davvero diversa.

Non capita spesso di vedere un robot lungo come un palazzo a tre piani aggirarsi silenzioso sotto un molo. Eppure a Trieste sta succedendo davvero. Il suo nome è RoboGO, ed è una sorta di gigante sommerso progettato per rivoluzionare il modo in cui si curano e si mantengono le infrastrutture portuali. 

Il progetto, come riportato dal comunicato dell’ICOP, è nato attorno a un’esigenza molto concreta: mettere mano al Molo VII del porto di Trieste, uno dei punti nevralgici del traffico commerciale dell’Alto Adriatico. Invece di affidarsi ai classici sommozzatori o a interventi parziali e invasivi, si è pensato a qualcosa di nuovo, anzi di avveniristico: un sistema autonomo, intelligente e capace di agire sotto la superficie senza disturbare quello che succede sopra. 

RoboGO è stato realizzato da Impresa Taverna, società del gruppo ICOP, un nome ben noto nel mondo dell’ingegneria del sottosuolo. L’idea è quella di un robot semi-sommergibile che si muove agilmente tra pali, strutture in cemento e correnti non proprio amichevoli. Dentro ci sono chilometri di cavi e un cervello elettronico che impara man mano che lavora

A stupire non è solo la tecnologia, ma anche il contesto in cui è stata lanciata. Un progetto da decine di milioni, inserito nel programma del PNRR e pensato non solo per risolvere un problema locale, ma per aprire la strada a nuove applicazioni internazionali.

Un robot intelligente che lavora al buio

Il cuore di RoboGO è una piattaforma automatizzata che si muove sotto le banchine senza bisogno di operatori in acqua. È progettata per infilarsi nei reticoli di pali e travi che sostengono le strutture portuali, una zona dove in genere si lavora a fatica, in condizioni scomode e spesso pericolose. Ma lui no. 

La parte affascinante è proprio questa: è tutto guidato da un mix di intelligenza artificiale e controllo remoto. Da una control room situata su un pontone – tipo un laboratorio galleggiante – gli operatori seguono ogni movimento del robot, che nel frattempo pulisce, impermeabilizza e ripara. E lo fa senza fermare il traffico in superficie, il che è un bel vantaggio per un porto operativo h24.

Illustrazione del porto di Trieste (Canva FOTO) – marinecue.it

I numeri di un progetto fuori scala

Come riportato dal comunicato, tutta questa operazione fa parte di un intervento molto più ampio, quello di riqualificazione del Molo VII a Trieste. Il progetto è gestito da un consorzio con ICOP come capofila e i lavori marittimi affidati a Impresa Taverna Srl, controllata al 95% dal gruppo. Il valore complessivo dell’opera è di 82 milioni di euro, finanziati attraverso il Fondo Complementare al PNRR. I lavori dureranno due anni e riguardano più di 300.000 metri quadrati di infrastrutture portuali. 

Dal punto di vista tecnico, RoboGO è lungo oltre 32 metri, largo più di 8, e contiene all’interno più di 15 chilometri di cablaggi. I bracci oleodinamici sono gestiti da encoder subacquei, che permettono di adattare i movimenti alla conformazione delle strutture in tempo reale. L’acqua e i materiali di risulta vengono raccolti a bordo e trattati, riducendo l’impatto ambientale. 

Mattia Paparo

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