Categories: Nuove costruzioni

Propulsione nucleare per le navi del futuro: la visione di Fincantieri

Le navi nel corso degli anni stanno diventando sempre più tecnologiche, eppure non era mai stata applicata la propulsione nucleare.

Negli ultimi tempi si è tornati a parlare parecchio di energia nucleare, ma stavolta non per centrali o per i soliti dibattiti politici. No, il discorso si è spostato sul mare. Sì, proprio così: l’idea è portare il nucleare sulle navi, e non solo su sottomarini o portaerei come accadeva fino a qualche anno fa. Stavolta si guarda anche al settore civile, grazie a una tecnologia che sta facendo parecchio parlare di sé: i piccoli reattori modulari, meglio noti come Smr (Small Modular Reactors).

Per chi non li conosce: gli Smr sono reattori nucleari compatti, progettati per essere più sicuri, flessibili e… diciamolo pure, meno ingombranti rispetto ai giganti delle centrali tradizionali. L’aspetto interessante? Possono essere integrati su unità navali, offrendo un’autonomia operativa decisamente superiore rispetto ai motori alimentati a gasolio o gas. In un mondo in cui si parla continuamente di transizione ecologica, avere una nave che naviga per mesi senza rifornimenti e senza emettere CO2 è un’idea che fa gola a molti.

Secondo industriaitaliana.it, aziende come Fincantieri e la start-up energetica Newcleo stanno già studiando concretamente come inserire gli Smr a bordo di navi militari e commerciali. E no, non è solo fantascienza: sono progetti in corso, con rendering già diffusi e tavoli tecnici attivi. Una mossa che, tra l’altro, potrebbe riportare l’Italia tra i protagonisti di una rivoluzione tecnologica a livello mondiale.

Ora, è chiaro che parlare di nucleare fa ancora storcere il naso a molti, ma quando si parla di navigazione l’alternativa non è proprio rose e fiori. I combustibili fossili inquinano, i carburanti alternativi sono ancora troppo costosi o complicati da gestire… e allora perché non considerare anche questa strada?

Navi più autonome e più pulite

Come riportato da industriaitaliana.it, l’amministratore delegato di Fincantieri Pierroberto Folgiero, ha detto che l’integrazione degli Smr nel comparto navale potrebbe essere una soluzione innovativa, sia sul fronte dell’autonomia che su quello della sostenibilità. Pensiamoci un attimo: una nave che non ha bisogno di fare rifornimento ogni tot chilometri, che può viaggiare per mesi senza dipendere da porti o cisterne… è una prospettiva decisamente interessante, no?

E la questione ambientale? Be’, qui si tocca un tasto ancora più delicato. Le normative internazionali spingono sempre più verso la decarbonizzazione e gli Smr potrebbero aiutare a ridurre drasticamente le emissioni di CO2 del comparto navale. Immaginate una nave da crociera alimentata con questa tecnologia: niente fumi neri all’orizzonte, niente rifornimenti di carburante ogni due porti. Certo, ci sono ancora molti ostacoli (soprattutto normativi), ma l’interesse è alto, soprattutto in ambito militare.

Illustrazione di una nave militare (Depositphotos) – marinecue.it

Il nucleare al servizio delle forze armate

La questione militare, poi, è ancora più spinosa ma anche affascinante. Le nuove tecnologie di difesa consumano tanto a livello energetico. I motori a gasolio o le turbine, da soli, non ce la fanno più. E qui entra in gioco il nucleare. Anzi, gli Smr, che garantiscono un flusso di energia costante e per lunghissimi periodi, senza bisogno di fermarsi a fare il pieno.

Lo ha ribadito anche Folgiero, come riportato da industriaitaliana.it. Le tecnologie quali laser, droni, ecc. consumano tanta energia, e gli Smr potrebbero essere la soluzione ideale, sia in termini di risparmio energetico che in termini economici. Insomma, le prospettive e le applicazioni sono davvero tante.

Mattia Paparo

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