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Una seconda opportunità per il corallo rosso: come le colonie trapiantate stanno rianimando i reef del Mediterraneo

Il corallo rosso (Corallium rubrum) è una specie chiave degli ecosistemi marini del Mediterraneo, ma la sua sopravvivenza è minacciata.

Le minacce principali sono la pesca illegale e i cambiamenti climatici. Tuttavia, un recente studio dell’Università di Barcellona e dell’Istituto di Scienze Marine (ICM-CSIC) ha dimostrato che il trapianto di colonie sequestrate può contribuire in modo significativo al ripristino delle barriere coralline.

Dopo un decennio dal loro trapianto sui fondali delle Isole Medes, le colonie di corallo rosso hanno mostrato un alto tasso di sopravvivenza e si sono integrate perfettamente nell’ecosistema. La struttura delle comunità coralline restaurate è risultata simile a quella naturale, favorendo la biodiversità e il recupero delle funzioni ecologiche.

Questo successo è particolarmente rilevante considerando la crescita estremamente lenta del corallo rosso, che impiega decenni per svilupparsi. Il trapianto di esemplari di dimensioni significative ha permesso di accelerare il processo di ripristino, garantendo benefici tangibili in tempi relativamente brevi.

Gli interventi sono stati condotti in un’area protetta, a circa 18 metri di profondità, dove non sono stati registrati episodi di bracconaggio negli ultimi anni. Tuttavia, gli esperti avvertono che il cambiamento climatico potrebbe rappresentare una nuova minaccia per queste colonie restaurate.

Nuove strategie per proteggere il corallo

L’aumento delle temperature e le ondate di calore marine stanno causando la mortalità di numerose specie del Mediterraneo, incluso il corallo rosso. Per mitigare questo rischio, gli scienziati suggeriscono di effettuare futuri trapianti a profondità superiori ai 30 metri, dove gli effetti del riscaldamento globale sono meno intensi.

Lo studio sottolinea anche l’importanza di monitorare gli interventi di ripristino su periodi di tempo più lunghi. Spesso, il successo dei progetti di conservazione marina viene valutato solo nei primi anni, ma specie longeve come il corallo rosso necessitano di decenni per recuperare completamente.

Coralli, una nuova speranza (YouTube Foto) – www.marinecue.it

Un modello per il futuro della conservazione marina

Sebbene il ripristino attivo del corallo sia ancora una pratica poco diffusa, i risultati ottenuti nel Mediterraneo dimostrano il potenziale di queste iniziative. A livello globale, le azioni di conservazione marina sono ancora in fase sperimentale e spesso si concentrano più sulla mitigazione dei danni che sulla vera e propria ricostruzione degli ecosistemi.

Per garantire un impatto duraturo, gli scienziati ribadiscono la necessità di proteggere le aree marine prima ancora di avviare i progetti di ripristino. Inoltre, sottolineano l’importanza di ampliare la scala degli interventi, in modo da ottenere benefici significativi per l’intero ecosistema marino. Il successo del trapianto del corallo rosso offre speranza per la conservazione marina, ma servono protezione, monitoraggio e interventi su larga scala.

Sveva Di Palma

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