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Aumento dei livelli del mare e acqua dolce: come le gallerie di infiltrazione possono proteggere le isole del Pacifico

Aumento dei livelli del mare e acqua dolce: come le gallerie di infiltrazione possono proteggere le isole del Pacifico.

Le isole del Pacifico sono tra i luoghi più belli e isolati del pianeta, ma anche tra i più esposti agli effetti del cambiamento climatico.

Per molte comunità locali, l’acqua dolce non è solo una risorsa preziosa: è una questione di sopravvivenza. Su questi piccoli atolli, ogni goccia conta, e proteggere le riserve sotterranee è diventata una sfida urgente.

Con il livello del mare in continuo aumento, le sottili falde di acqua dolce che si trovano sotto la superficie rischiano sempre di più di essere contaminate dal sale.

È un equilibrio delicatissimo: basta poco perché il mare penetri nei serbatoi naturali, rendendo l’acqua inutilizzabile per bere, cucinare o irrigare.

Nuovi rischi e nuove soluzioni per contrastare l’aumento del livello del mare

Di fronte a questo rischio crescente, gli esperti stanno cercando nuove soluzioni per garantire l’accesso all’acqua pulita. Non basta più scavare pozzi: servono tecnologie intelligenti, pensate su misura per le condizioni particolari di queste isole. La sicurezza idrica passa dalla capacità di innovare, ma anche dalla comprensione profonda del territorio.

E proprio qui entrano in gioco le gallerie di infiltrazione, strutture sottili ma ingegnose che permettono di estrarre acqua dolce senza alterare l’equilibrio delle falde. Sono già utilizzate in alcune zone, ma fino a oggi mancavano studi precisi sul loro funzionamento nelle condizioni uniche degli atolli.

Livello dell’acqua del mare (Canva foto) – www.marinecue.it

Verso un nuovo approccio per la sicurezza idrica

Come racconta Science Daily, un gruppo di ricercatori della Flinders University ha avviato uno studio approfondito su queste gallerie di infiltrazione, presenti in isole come Kiritimati e Bonriki (Kiribati), Lifuka (Tonga) e le Isole Cocos. Si tratta di tubi orizzontali che “pescano” acqua dolce dagli strati più superficiali, evitando che venga aspirata anche acqua salata. Se ben progettati e gestiti, questi sistemi possono offrire acqua di buona qualità anche in contesti estremamente vulnerabili.

Lo studio, guidato da Adrian Werner e Amir Jazayeri, ha combinato modelli digitali, esperimenti in laboratorio e il confronto diretto con chi lavora ogni giorno su questi impianti. Durante un workshop a Kiritimati, sono emerse informazioni preziose che hanno permesso di definire linee guida concrete per migliorare queste infrastrutture. Il risultato è un rapporto tecnico pubblicato dall’UNDP, pensato per aiutare le isole a difendere le loro risorse idriche e prepararsi a un futuro dove ogni soluzione fa la differenza.

Ilenia Albanese

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