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Migrazioni, le trote fario riescono a superare le dighe dei castori

Uno studio rivela come le trote riescano a risalire i fiumi nonostante la presenza delle dighe costruite dai castori.

I fiumi non sono mai uguali a se stessi. Cambiano con le stagioni, con le piogge, con la mano dell’uomo e, sempre più spesso, anche con il ritorno di alcune specie che per secoli erano scomparse. In questo paesaggio in continuo movimento, ci sono animali che devono affrontare veri e propri percorsi a ostacoli per sopravvivere. Le trote fario, ad esempio, ogni anno risalgono i corsi d’acqua per raggiungere i luoghi dove deporre le uova.

Nel loro cammino, però, possono incontrare barriere inaspettate. Una di queste è rappresentata dalle dighe costruite dai castori, tornati a popolare alcune zone della Gran Bretagna. Queste strutture, frutto di un comportamento naturale e antico, trasformano il fiume, creando aree paludose ricche di vita. Ma non tutti vedono con entusiasmo questi cambiamenti: c’è chi teme che possano bloccare o rallentare i pesci migratori.

Il ritorno dei castori è considerato una buona notizia per la biodiversità, ma ha anche sollevato dubbi legati alla convivenza con le specie ittiche. Le trote, in particolare, sono molto sensibili alle variazioni dell’ambiente e hanno bisogno di percorrere lunghi tratti di fiume per riprodursi. La domanda è semplice ma importante: possono davvero superare le dighe?

Con l’aggravarsi degli effetti del cambiamento climatico, questa domanda diventa ancora più urgente. Se i fiumi diventano più secchi e l’acqua scorre con meno forza, anche un piccolo ostacolo può trasformarsi in un blocco insormontabile.

Una ricerca svela la capacità di superare gli ostacoli

Una risposta concreta arriva da un team dell’Università di Southampton, che ha seguito le trote fario in due torrenti scozzesi, uno dei quali attraversato da una serie di dighe di castori. Come racconta Science Daily, i pesci sono stati monitorati con microchip durante la stagione riproduttiva e i risultati sono sorprendenti: le trote riescono a passare le dighe, anche più di una volta, soprattutto quando il livello dell’acqua è alto dopo la pioggia.

La dimensione dei pesci e la forza del flusso fanno la differenza. Nei periodi più secchi, invece, le dighe possono davvero diventare un problema, rallentando o impedendo la risalita. Lo studio mostra quanto le trote siano adattabili, ma anche quanto sia fragile questo equilibrio.

Pesce trota fario immagine (Canva foto) – www.marinecue.it

La sfida del clima e la coesistenza tra specie

Il rischio, secondo i ricercatori, è che le condizioni favorevoli diventino sempre più rare. Nei fiumi del sud dell’Inghilterra, dove le estati sono più secche, le dighe potrebbero trasformarsi in ostacoli troppo grandi. Per questo diventa fondamentale pensare a una gestione condivisa e consapevole, che permetta sia ai castori sia ai pesci di continuare a vivere e riprodursi senza intralciarsi.

Questa ricerca mostra che la coesistenza è possibile, ma non va lasciata al caso. Serve osservare, capire e, se necessario, intervenire. Perché i fiumi non appartengono a una sola specie: sono luoghi di passaggio, di incontro e, oggi più che mai, di equilibrio.

Ilenia Albanese

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