Surriscaldamento degli oceani: alcune specie migrano, altre rischiano l’estinzione

Uno studio rivela le specie marine più a rischio in California a causa del surriscaldamento degli oceani. Questa la situazione

Il cambiamento climatico sta gravemente minacciando molte specie marine nelle acque costiere della California, con altissime probabilità di estinzione di alcune di esse.

Un nuovo studio dell’Università della California – Santa Cruz, pubblicato sulla rivista PLOS Climate, identifica il granchio Dungeness, l’aringa del Pacifico e l’abalone rosso come alcune delle specie più vulnerabili agli effetti dell’innalzamento delle temperature oceaniche, dell’acidificazione e della deossigenazione.

Questo lavoro di ricerca è stato intrapreso per assistere il Dipartimento della Pesca e della Fauna Selvatica della California (CDFW) nel definire strategie di gestione sostenibile e adattiva delle risorse ittiche locali.

Il finanziamento per questa ricerca è stato reso possibile dal Resource Legacy Fund, evidenziando l’importanza di investimenti mirati per affrontare le crescenti sfide ambientali.

Specie a rischio e impatto economico

Condotto da Timothy Frawley dell’Istituto di Scienze Marine dell’UC Santa Cruz e Mikaela Provost dell’UC Davis, lo studio è stato realizzato in collaborazione con il CDFW, la NOAA e il Nature Conservancy. I risultati evidenziano che molte specie culturalmente ed economicamente significative per la regione risultano altamente vulnerabili ai cambiamenti climatici.

Il granchio Dungeness, ad esempio, è una delle principali risorse commerciali della California, con un volume di pesca annuo che supera le 8. 200 tonnellate e un valore economico oltre i 45 milioni di dollari. Tuttavia, specie come l’abalone rosso hanno già subito un drastico declino, portando alla chiusura della pesca ricreativa nel 2018. Anche la pesca dell’aringa del Pacifico, un tempo fiorente con oltre 400 imbarcazioni attive, ha visto una riduzione del 75% delle risorse disponibili.

Una ricerca estesa e approfondita (depositphotos.com) – www,marinecue.it

Valutazione della vulnerabilità climatica

La ricerca ha esaminato 34 specie di pesci e invertebrati marini, valutandone la sensibilità e l’esposizione ai cambiamenti climatici previsti per i periodi 2030-2060 e 2070-2100. La classificazione delle specie è avvenuta prendendo in considerazione due fattori principali: le caratteristiche biologiche, come il tasso di riproduzione e la suscettibilità all’acidificazione, e l’esposizione alle variazioni oceanografiche, tra cui temperatura della superficie marina, salinità e livelli di ossigeno. Le specie più a rischio sono state suddivise in quattro livelli di vulnerabilità, da “blu” (meno vulnerabile) a “rosso” (massima vulnerabilità). Tra queste, il granchio Dungeness, la vongola Pismo e il gamberetto rosa si pongono tra le più minacciate nel lungo termine.

Lo studio offre un quadro chiaro e comprensibile per la gestione delle risorse ittiche in un contesto di cambiamento climatico. I ricercatori suggeriscono che alcune specie, come il calamaro da mercato e l’aragosta spinosa della California, possano risultare meno vulnerabili e persino beneficare del riscaldamento oceanico, ampliando il loro habitat. Tuttavia, la perdita di specie chiave potrebbe avere ripercussioni notevoli sulle economie locali e sulle comunità di pescatori. Frawley sottolinea l’importanza di un approccio collaborativo, che coinvolga non solo ricercatori e gestori delle risorse, ma anche i pescatori, per garantire una transizione efficace verso un futuro più sostenibile per la pesca californiana.

Serena Mancusi

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