I rifugi segreti degli squali: 41 volte più abbondanti nei pressi delle”montagne sottomarine”

Avvistare uno squalo è abbastanza raro in certi luoghi, eppure ne puoi trovare in abbondanza in certi luoghi.

I monti sottomarini, quei “misteriosi” picchi che si ergono dal fondale oceanico, sono come delle vere e proprie “oasi di vita” in mezzo all’immensità blu. E non stiamo parlando di semplici scogli: questi monti ospitano 41 volte più squali rispetto all’oceano aperto! È come se fossero dei veri e propri centri di aggregazione per i predatori marini, un po’ come dei bar per squali e tonni, se vogliamo usare un’immagine un po’ buffa.

Come raccontato in uno studio, un gruppo di ricercatori ha deciso di approfondire il mistero di questi monti, concentrandosi su tre di loro, situati vicino all’Isola di Ascensione nell’Oceano Atlantico. La loro missione: svelare i segreti di questi ecosistemi unici e capire come mai attirano così tanti predatori.

Due dei monti studiati erano poco profondi, a meno di 100 metri dalla superficie. E lì, come in un film di avventura, si sono ritrovati a tu per tu con una concentrazione impressionante di predatori: squali delle Galapagos, squali setosi, tonni pinna gialla e tonni obesi. 

La cosa che ha davvero colpito i ricercatori è stata la crescita della biomassa lungo la catena alimentare intorno ai monti. Lo zooplancton era 2 volte più abbondante rispetto all’oceano aperto, e la biomassa degli squali era addirittura 41 volte superiore! Era come se la vita marina si fosse concentrata in questi punti, creando un ecosistema vibrante e ricco.

I segreti dei monti sottomarini (seamount)

Ma cosa rende questi monti così speciali? Qual è il segreto che li rende così attraenti per i predatori? I ricercatori hanno ipotizzato che alcuni monti sottomarini potrebbero creare risalite di nutrienti, stimolando la crescita del fitoplancton, il primo livello della catena alimentare. Ma, sorpresa! Non hanno trovato evidenze di una maggiore produttività primaria di fitoplancton nei monti studiati.

Allora, qual è la risposta? Potrebbe essere una combinazione di fattori: la corrente marina che trasporta cibo sopra i monti, rendendolo più accessibile ai filtratori, i picchi dei monti che possono intrappolare le prede, concentrandole in aree prevedibili, e i monti come “centri di aggregazione” per i predatori, dove si incontrano per socializzare, accoppiarsi, riposare e tornare dopo la caccia nell’oceano aperto.

Illustrazione di alcuni squali mentre nuotano (Pixabay Foto) – www.marinecue.it

Proteggere le oasi sottomarine

È chiaro che i monti sottomarini sono un tesoro prezioso da proteggere. E fortunatamente, i monti studiati si trovano all’interno della Ascension Island Marine Protected Area, che copre 445.000 km². Questa area vieta la pesca commerciale su larga scala e l’estrazione mineraria, garantendo un futuro sicuro per la vita marina che la abita.

I risultati della ricerca evidenziano quanto siano cruciali i monti sottomarini per la protezione di specie minacciate e economicamente rilevanti. Inoltre, queste ricerche aiutano a pianificare aree marine protette più efficaci, garantendo la salvaguardia di questi ecosistemi unici. Ma la domanda rimane: quanto grandi devono essere le aree protette intorno ai monti sottomarini per garantire la protezione dei predatori? Alcuni studi suggeriscono un raggio di protezione tra 10 e 40 km. È un’altra sfida che i ricercatori devono affrontare per garantire un futuro sicuro per le “oasi” sottomarine e i loro abitanti.

Mattia Paparo

Recent Posts

Tecnologia superidrofobica per tubi inaffondabili: un passo concreto verso navi insommergibili

Un gruppo di ricercatori dell’Università di Rochester ha sviluppato un sistema per rendere i tubi…

15 ore ago

Nuove ricerche hanno individuato un anello mancante nella catena alimentare dell’oceano profondo

I pesci di medie dimensioni sarebbero il collegamento tra la superficie e gli abissi oceanici,…

3 giorni ago

Antartide, la storia del ghiaccio costiero ci racconta il legame tra clima e attività solare

Uno studio ha ricostruito 3.700 anni di storia climatica antartica mostrando una sorprendente correlazione tra…

5 giorni ago

Nuovo rapporto ONU-INWEH 2026: molti sistemi idrici mondiali sono entrati in una fase di collasso irreversibile

Il nuovo rapporto ONU-INWEH 2026 introduce il concetto di Global Water Bankruptcy, documentando come molti…

1 settimana ago

Un’ondata di calore marina ha cambiato per sempre l’Atlantico: gli effetti ancora oggi

Una singola ondata di calore marino verificatasi nel 2003 nel Nord Atlantico ha innescato trasformazioni…

1 settimana ago

Le microplastiche riducono la capacità degli oceani di assorbire carbonio: un rischio climatico sottovalutato

Le microplastiche stanno compromettendo la capacità degli oceani di assorbire CO₂, poiché alterano i cicli…

2 settimane ago