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Inquinamento, la diminuzione di zinco e rame ha effetti positivi sulla salute dei fiumi

L’inquinamento è da sempre un nemico dell’ambiente, soprattutto di quelli più fragili come i sistemi fluviali. Ma c’è una novità!

Hai mai pensato a quanto possa essere importante la salute dei fiumi? Uno studio davvero interessante intitolato “Biodiversity in England’s rivers improved as metal pollution reduced”, mette in luce una questione molto importante, cioè l’inquinamento dei fiumi da parte di alcuni metalli.

Questo lavoro si è concentrato su un tema cruciale: come la riduzione dell’inquinamento da metalli, in particolare zinco e rame, possa influenzare la biodiversità nei fiumi inglesi. È affascinante vedere come questi elementi chimici possano avere un impatto così profondo sulla vita acquatica!

Lo studio ha cercato di capire il legame tra la diminuzione di questi inquinanti e l’aumento della ricchezza di invertebrati nei fiumi. E il primo dato fondamentale è questo. ridurre gli inquinanti è già di per sé positivo per gli ecosistemi.

Per farlo, i ricercatori hanno analizzato ben 65.000 osservazioni di dati ambientali e di invertebrati raccolti in 1.457 siti dal 1989 al 2018. Hanno utilizzato modelli statistici per esaminare variabili chimiche e fisiche, come la temperatura e la portata del fiume. Insomma, un lavoro davvero meticoloso!

I risultati sorprendenti

I risultati sono stati piuttosto chiari. La diminuzione delle concentrazioni di zinco e rame si è rivelata il fattore con la correlazione più forte nell’incremento della biodiversità degli invertebrati. Altri inquinanti, come l’ammoniaca e la materia organica, hanno avuto un ruolo, ma in misura minore.

È interessante notare che il declino di questi metalli inquinanti è stato associato a diversi fattori, come la riduzione della combustione del carbone e la diminuzione dell’industria pesante. Anche il minor uso di prodotti domestici contenenti zinco e rame ha contribuito a questo miglioramento.

Illustrazione di un fiume inquinato (Pixabay FOTO) – www.marinecue.it

La salvaguardia degli ecosistemi

Guardando al futuro, lo studio suggerisce che per ottenere ulteriori miglioramenti nella biodiversità dei fiumi, sarà necessario continuare a ridurre le concentrazioni di zinco e rame. Le aree a valle di miniere abbandonate, che mostrano ancora alte concentrazioni di metalli, rappresentano un’importante area di intervento per le politiche ambientali. Infatti, il Defra punta a dimezzare la lunghezza dei fiumi interessati entro il 2038.

Inoltre, i miglioramenti nei processi di trattamento delle acque reflue hanno già contribuito a ridurre la materia organica e l’ammoniaca, favorendo il recupero della biodiversità. Questo studio mette in evidenza l’importanza di un approccio “bottom-up”, basato su dati di monitoraggio a lungo termine, per identificare i principali fattori di stress ambientali che influenzano la biodiversità. È un passo importante verso strategie e politiche ambientali più efficaci, mirate a migliorare la qualità dell’acqua e la salute degli ecosistemi fluviali.

Mattia Paparo

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