Incredibile avvistamento: il rarissimo “black seadevil” filmato per la seconda volta nella storia

Recentemente un diavoletto del mare è stato avvistato una seconda volta. Si tratta di un avvistamento rarissimo.

Le zone sommerse degli oceani cela tantissimi segreti, e tra questi vi sono creature affascinanti che raramente l’uomo riesce ad apprezzare. Ultimamente, diversi specie di pesci rari sono stati avvistati, suscitando l’interesse di scienziati e appassionati di biologia marina. Uno in particolare è stato avvistato qualche settimana fa e si tratta di un avvistamento molto raro che lascia increduli gli scienziati.

Tra gli avvistamenti più sorprendenti si può riconoscere quella del pesce remo noto come Regalecus glesne, una specie che ha la caratteristica di avere un corpo lungo e sinuoso che si pensa abbia ispirato le leggende sui serpenti marini. Questo esemplare può raggiungere i dieci metri di lunghezza e vive a profondità estreme e raramente si avvicina alla superficie. Se questo accade, spesso è a causa di condizioni ambientali particolari o problemi di salute dell’animale che lo spingono verso le zone più superficiali.

Anche l’avvistamento del pesce abissale Chimaera monstrosa rappresenta un altro ritrovamento straordinario, questa specie è nota anche come “squalo fantasma”. Questo animale enigmatico appartiene a un’antichissima linea evolutiva risalente a milioni di anni fa. La sua pelle liscia e traslucida, unita alla particolare struttura del muso, lo rende un soggetto affascinante per gli studiosi.

C’è poi un caso ancora più recente riguarda il ritrovamento di un esemplare di pesce blob, noto come Psychrolutes marcidus, che è famoso per il suo aspetto gelatinoso e deforme quando viene portato in superficie. Questo pesce abita nelle profondità oceaniche, dove la pressione dell’acqua mantiene intatta la sua forma, altrimenti compromessa dal rilascio repentino della pressione atmosferica.

L’importanza scientifica di questi avvistamenti

Gli avvistamenti di questi esseri poco noti sono di fondamentale importanza per ampliare le conoscenze sulla biodiversità marina e comprendere meglio le dinamiche degli ecosistemi oceanici. Va detto che, molti di questi avvistamenti sono anche segnali di cambiamenti climatici e di alterazioni degli habitat naturali. Il monitoraggio di queste creature non è solo un’opportunità di studio, ma anche un campanello d’allarme per la salute del nostro pianeta.

Pertanto questi  pesci rari avvistati negli ultimi anni dimostrano quanto ancora ci sia da scoprire nei misteriosi abissi oceanici. Gli scienziati continuano a esplorare questi mondi sconosciuti con tecnologie sempre più avanzate, ma resta fondamentale il rispetto e la tutela di questi fragili ecosistemi, custodi di forme di vita straordinarie.

Profondità oceaniche (Depositphotos foto) – www.marinecue.it

Un avvistamento epocale

Il 26 gennaio, un team di ricercatori delle Isole Canarie ha assistito a qualcosa di mai documentato prima sulla Terra, un diavolo nero del mare noto come Melanocetus johnsonii che si muoveva lentamente verso la superficie dell’oceano. Per David Jara Bogunyà, fotografo della fauna marina dell’ONG Condrik Tenerife, è stato un sogno che si avvera. Eppure, per circa un’ora, Jara e i suoi colleghi a bordo della nave Glaucus hanno nuotato con l’esemplare e hanno fotografato il diavolo nero del mare, una specie che normalmente abita profondità tra i 200 e i 2.000 metri. Questi pesci, dal nome che significa “mostro nero del mare” sono noti per le loro mascelle spalancate, i denti affilati e il loro organo bioluminescente sulla fronte, usato per attirare le prede.

Dato il loro aspetto spaventoso, però, sono lunghi solo circa 15 centimetri, rendendoli una minaccia solo per creature piccole come Nemo e Dory. Mentre il video del diavolo nero si diffondeva online, gli esperti hanno sottolineato quanto questa osservazione fosse insolita. Evans ha sottolineato che il fatto che il pesce fosse vivo e nuotasse è sorprendente, visto che è adattato a pressioni estreme. Inoltre, potrebbe aver mangiato una preda con una vescica natatoria o una ghiandola che produce gas, che espandendosi lo ha trascinato verso l’alto. Il pesce potrebbe essere stato intrappolato in una corrente ascendente di acqua calda causata dall’attività vulcanica sottomarina delle Canarie.

Mario Liuzzo

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