Chiari sotto e scuri sopra, il segreto della contrombreggiatura nei pesci

Perché varie specie animali, pesci in particolare, presentano una netta differenza di colori tra dorso e ventre? Il motivo vi sorprenderà

Esistono esseri viventi acquatici, magari anche presentanti caratteristiche in fatto di dimensioni profondamente differenti, che mantengono una caratteristica comune, forse troppo spesso ignorata. Per rendersene conto bisogna ammirarne attentamente la colorazione; non servirà un occhio chissà quanto esperto per notare una differenza di colore tra la parte del ventre, più chiara, spesso addirittura bianca, e quella del dorso, in genere contraddistinta da toni scuri.

E si tratta di una caratteristica comune tra molte specie differenti. A partire dai pesci, ad esempio, sia le sardine e le spigole, conosciuti per essere esemplari di piccole dimensioni, così come gli squali bianchi, predatori incontrastati dei mari, presentano la differenza cromatica comunemente. Ma anche cetacei, tartarughe e non solo.

Il fenomeno evidenzia l’avvenimento di quella che può essere definita convergenza evolutiva. Di cosa stiamo parlando? Con questo termine si indicano le specie che pur facendo parte di diversi gruppi tassonomici, presentano caratteristiche fortemente similari tra loro. Il motivo è da ricercare nell’adattamento in un determinato ambiente delle specie stesse.

Generalmente viene indicato come gli animali presentanti la differenza cromatica sopracitata, siano maggiormente favoriti in fatto di selezione naturale. Questo perché grazie alla loro struttura e al loro aspetto riescono a far valere il proprio mimetismo criptico, confondendosi nell’ambiente.

Come questa caratteristica viene sfruttata

Il fenomeno è conosciuto in termini scientifici come contrombreggiatura. La spiegazione si cela dietro alla necessità delle specie di difendersi dagli attacchi dei predatori. Se un pesce viene puntato dall’alto da un ‘avversario’, la colorazione scura del suo dorso aiuterà a confonderlo in modo camaleontico con il fondale marino o direttamente con le profondità più scuro.

Viceversa, se una preda viene individuata dal basso, ossia dal punto del ventre, in cui la colorazione presenta toni chiari, biancastri o argentei, risulterà più impegnativo per il predatore raggiungerla, considerando che la stessa potrà camuffarsi tra la superficie dell’acqua chiara e cristallina, sulla quale influiranno anche i bagliori costituiti dai raggi del sole.

Balena nell’Oceano (WWF foto) – www.marinecue.it

Agguati alle prede, non solo in mezzo al mare

Sembra paradossale, ma anche i predatori possono beneficiare di questo fattore per mimetizzarsi e operare mediante attacchi ‘a sorpresa’. Pensate alle specie di squalo più letali presenti in natura, come lo squalo bianco o lo squalo tigre; gli stessi usufruiscono il proprio mimetismo criptico per restare nascosti nell’ambiente circostante e sferrare un’agguato senza che la preda possa rendersi minimamente conto di ciò.

Ma come abbiamo già avuto modo di mettere in chiaro all’inizio, la contrombreggiatura riguarda molteplici differenti esemplari, che non per forza rientrano nella categoria degli abitanti del mare. E’ il caso degli uccelli rapaci, alcuni dei quali presentano un ventre caratterizzato da colori più chiari, in modo da poter planare sulle proprie prede dall’alto confondendosi sia con la radiazione solare, sia con il pallidume del cielo plumbeo. Discorso medesimo vale per gli esemplari che, pur essendo sprovvisti di una variazione cromatica sul ventre, presentano una sottoala dai toni biancastri, che permette comunque loro di risultare difficilmente individuabili in cielo dalle prede che transitano sulla terraferma. Lo scrive Fanpage.

Flavio Forlini

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