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Una delle più piccole lune di Urano ha un oceano sotterraneo

Simulazioni riconducono alla presenza di un oceano sotterraneo al di sotto della fredda superficie di Miranda.

Miranda, la luna più piccola di Urano, potrebbe nascondere un oceano internamente rispetto alla sua superficie di ghiaccio. Questa considerazione è stata raggiunta grazie a delle simulazioni prese in carico da un team di scienziati guidati dalla Johns Hopkins University.

In particolare, i dettagli riguardanti la luna sono stati riportati grazie alla sonda Voyager 2 che, nel 1986, ha sorvolato interamente Miranda.

Nello specifico, sono state rinvenute delle istantanee di Miranda straordinarie. Sono visibili diversi dettagli della superficie, come ad esempio le coronae, ossia ampie aree di forma poligonale, con tonalità più scure rispetto al contesto circostante; successivamente, si riconoscono le creste concentriche e le faglie.

Ma una domanda molto importante, e non da sottovalutare, che si sono posti gli scienziati è: come si sono formate?

Ipotesi di una possibile presenza di oceano di acqua sotterraneo

Degli scienziati hanno condotto una ricerca per riuscire a fare chiarezza sulla presenza delle sopracitate strutture superficiali, e hanno trovato una possibile risposta in una remota esistenza di una vasta quantità d’acqua nascosta sotto la superficie della luna di Urano. È alquanto significativo specificare che potrebbe tutt’ora esistere un oceano sottostante. I ricercatori hanno analizzato con meticolosa attenzione ogni singola immagine della luna in esame giunta dalla sonda Voyager 2. Essi sono determinati a stabilire dettagliatamente le caratteristiche geologiche – di cui crateri, creste e solchi – grazie alle impressionanti istantanee. Con maggiore attenzione, i ricercatori si sono concentrati sulla corona Arden e la corona Elsinore, che sarebbero due delle tre coronae ai lati opposti dell’emisfero australe.

Sono stati dati degli input degli stress naturali – di cui mareale, ispessimento del guscio di ghiaccio e ri-orientamento planetario. La simulazione ha constatato che l’oceano nascosto sia stato presente negli ultimi 100-500 milioni di anni, avesse una profondità di almeno 100km e, infine, fosse stata occultata da una crosta ghiacciata di massimo 30km.

Struttura Miranda (Caleb Strom et al., Psj, 2024 FOTO) – www.marinecue.it

Origine della vasta quantità di acqua nella luna di Urano

Arrivati a queste conclusioni, non possiamo fare altro che porci un’altra domanda rilevante. Come si è effettivamente generata una struttura d’acqua così vasta all’interno della luna di Urano? Gli scienziati che si sono occupati del caso sono arrivati alla conclusione che tutto parta dalle forze di marea tra Miranda e le lune circostanti. Queste forze possono essere potenziate dalle risonanze orbitali delle lune che potrebbero aver alterato la superficie, di conseguenza si verifica un riscaldamento mareale. Quest’ultimo avrebbe portato alla formazione di crepe che si possono notare nelle immagini riportate da Voyager 2. Nella storia, la risonanza orbitale tra le luna si è interrotta, e ciò ha portato di conseguenza alla decelerazione del processo di riscaldamento. Questo improvviso raffreddamento della temperatura superficiale ha, dunque, determinato la solidificazione dell’acqua precedentemente allo stato liquido. Tutto ciò è stato seguito dall’integrale congelamento dell’oceano, che si è naturalmente nascosto.

Ma se oggi esistessero delle zone ancora liquide al di sotto della superficie? Secondo l’opinione esperta dei ricercatori, se non fosse così, la luna si sarebbe espansa. Dunque, il processo di raffreddamento non si è ancora completato attualmente e Miranda resta un territorio da continuare ad esplorare.

Martina Serpe

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