Indian tectonic plate outlined on the globe. topographic map. 3D rendering
Nel profondo blu degli oceani, dove il silenzio sembra regnare sovrano, una rivoluzione tecnologica sta trasformando i cavi sottomarini, conosciuti principalmente per il loro ruolo nella comunicazione globale, in sofisticati sensori ambientali. Un team di ricerca internazionale, guidato da G. Marra e colleghi, ha dimostrato come un singolo cavo transoceanico di 5860 km possa essere trasformato in una rete di sensori per monitorare fenomeni sismici e correnti oceaniche con una precisione senza precedenti.
Il cuore di questa innovazione risiede nell’impiego dell’interferometria ottica, una tecnica che consente di misurare le variazioni di fase della luce trasmessa attraverso il cavo. Grazie all’utilizzo di ripetitori posizionati lungo il cavo, ogni segmento tra questi può funzionare come un sensore indipendente, consentendo di localizzare con maggiore precisione l’epicentro di un terremoto o di monitorare le dinamiche delle correnti oceaniche.
Questo studio rappresenta un significativo passo avanti nella monitorizzazione ambientale sottomarina. Precedentemente, le tecniche basate su retrodiffusione acustica (DAS) erano limitate a zone costiere fino a 100 km dalla riva a causa dell’attenuazione del segnale. La nuova tecnica supera questa limitazione, estendendo il potenziale di monitoraggio a distanze transoceaniche senza richiedere modifiche all’infrastruttura sottomarina esistente.
La capacità di isolare le perturbazioni ottiche in sezioni specifiche del cavo apre nuove strade per la comprensione della Terra e dei suoi comportamenti dinamici. La registrazione di fasi sismiche in mezzo agli oceani potrebbe rivelare strutture fino ad ora oscure, come le dorsali oceaniche e le zone di faglia, migliorando la nostra comprensione dei processi alla base della generazione della crosta oceanica.
La ricerca di Marra e colleghi dimostra che è possibile trasformare l’infrastruttura di comunicazione sottomarina esistente in una vasta rete di sensori ambientali senza precedenti. Questo approccio non solo potrebbe migliorare significativamente la nostra capacità di rilevare e studiare terremoti e correnti oceaniche ma apre anche nuove possibilità per la ricerca sul cambiamento climatico e la circolazione termoalina.
Attraverso l’innovativo uso di cavi sottomarini come sensori ambientali, la ricerca di Marra e il suo team ci avvicina a una comprensione più profonda e dettagliata del nostro pianeta. Con la promessa di una rete globale di rilevamento ambientale, ci troviamo sull’orlo di una nuova era di scoperte scientifiche che potrebbero trasformare il modo in cui monitoriamo e comprendiamo gli oceani e l’intera Terra.
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