Navi Militari

Brasile affonda una sua portaerei: per la Marina è tutto sotto controllo

Per sbarazzarsene, il Brasile affonda una sua portaerei riversando nell’oceano rifiuti tossici. Ovviamente questa scelta è stata duramente criticata dagli ambientalisti. Secondo le associazioni che si occupano della tutela dell’ambiente, i danni sono incalcolabili ma la Marina brasiliana continua a difendere la sua scelta.

La portaerei in questione era la Sao Paulo, costruita verso la fine degli anni ’50 in Francia. Dopo aver fedelmente servito sia la Marina francese che quella brasiliana, la nave necessitava di urgente ammodernamento. Purtroppo l’altissimo costo di aggiornamento, nonché altri problemi (soffrì ad esempio un incendio nel 2005), resero inutilizzabile l’unità. Il Brasile affonda così una sua portaerei per liberarsene definitivamente.

Il Brasile affonda una sua portaerei scatenando la critica degli ambientalisti

Gli ambientalisti denunciano il Brasile perché la sua scelta ha causato un danno incalcolabile all’ambiente. La nave possedeva quasi 10 tonnellate di amianto insieme ad altre grandi quantità di materiali pericolosi. Emerson Miura, presidente dell’Istituto Foch-Sao Paulo, ha raccontato gli sforzi fatti per fermare l’affondamento:

“La Marina dovrà giustificarsi. La nave è stata affondata frettolosamente”.

Inizialmente un cantiere turco aveva accettato di acquistare la nave per recuperarne l’acciaio, cosi la portaerei ha navigato in pessime condizioni verso il Mediterraneo. Giunta nei pressi dello Stretto di Gibilterra, le autorità ambientali turche hanno bloccato tutto invitando la Sao Paulo tornare indietro. Durante il viaggio le condizioni della nave si sono ulteriormente aggravate.

Emerson Miura afferma di aver provato a contattare sia la Marina brasiliana che il Ministero dell’Ambiente. Le sue mail, le quali contenevano una soluzione al problema grazie all’aiuto di una società araba, non hanno purtroppo ricevuto risposta. Dopo aver portato la Sao Paulo a largo, la Marina è intervenuta per terminare definitivamente la storia della portaerei.

La Marina del Brasile affonda una sua portaerei giustificandosi

La Marina militare del Brasile affonda una sua portaerei affermando di avere tutto sotto controllo. A detta della forza armata, la nave poteva affondare da un momento all’altro provocando danni assai più gravi. Il giudice del tribunale federale dello stato di Pernambouc aveva escluso anche la possibilità di rimorchiarla altrove perché troppo rischioso per il personale.

La Marina brasiliana sostiene di aver scelto il luogo dell’affondamento dopo le valutazioni del Centro Idrografico della Marina e dell’Istituto di Studi del Mare Almirante Paulo Moreira:

“Le analisi hanno considerato aspetti legati alla sicurezza della navigazione e dell’ambiente, con particolare attenzione alla mitigazione degli impatti sulla salute pubblica, sulle attività di pesca e sugli ecosistemi”.

La portaerei Sao Paulo (Fonte: Netmarine)

Non perdere gli altri articoli MarineCuE!

La nave rompighiaccio Laura Bassi stabilisce un record mondiale durante la campagna oceanografica della 38° Spedizione Italiana del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (Pnra)La Laura Bassi ha infatti toccato il punto più a Sud finora raggiunto da una nave. La Laura Bassi è impegnata nella trentottesima campagna per lo studio del continente di ghiaccio nell’ambito del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (Pnra).

Svezia e Finlandia devono convincere la Turchia per entrare nella NATO che ancora è assai titubante. Secondo Ankara i due Paesi scandinavi sono troppo ostili nei confronti della Turchia. Tra le varie cose pesa molto il divieto, sempre da parte di Svezia e Finlandia, di esportare i propri armamenti in Turchia. Quasi tutti gli alleati hanno invece già approvato l’ingresso dei due candidati con 28 ratifiche su 30. Al momento sono rimasti in sospeso i governi di Turchia e Ungheria, quest’ultima intenta a formalizzare la sua ratifica nel primo trimestre dell’anno.

La recente Paris Naval Conference 2023 ha dato modo ai capi delle Marine militari occidentali di discutere su quanto accade in Ucraina. L’incontro è avvenuto presso l’Istituto Francese di Relazioni Internazionali (IFRI), a Parigi il 18 gennaio. È emerso che il modo di fare guerra è cambiato e continua ad evolversi con nuove tattiche e strategie.

Christian Cione

Studente magistrale di Ingegneria Navale presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Scrivo articoli inerenti allo scenario marittimo e cantieristico internazionale con maggiore attenzione verso tematiche ambientali e militari.

Recent Posts

Scoperte in Tibet le tracce di super-eruzioni marine che causarono estinzioni di massa

Tracce di antiche super-eruzioni sottomarine emerse sull’altopiano tibetano forniscono nuove prove di eventi vulcanici oceanici…

3 giorni ago

Tecnologia superidrofobica per tubi inaffondabili: un passo concreto verso navi insommergibili

Un gruppo di ricercatori dell’Università di Rochester ha sviluppato un sistema per rendere i tubi…

1 settimana ago

Nuove ricerche hanno individuato un anello mancante nella catena alimentare dell’oceano profondo

I pesci di medie dimensioni sarebbero il collegamento tra la superficie e gli abissi oceanici,…

1 settimana ago

Antartide, la storia del ghiaccio costiero ci racconta il legame tra clima e attività solare

Uno studio ha ricostruito 3.700 anni di storia climatica antartica mostrando una sorprendente correlazione tra…

2 settimane ago

Nuovo rapporto ONU-INWEH 2026: molti sistemi idrici mondiali sono entrati in una fase di collasso irreversibile

Il nuovo rapporto ONU-INWEH 2026 introduce il concetto di Global Water Bankruptcy, documentando come molti…

2 settimane ago

Un’ondata di calore marina ha cambiato per sempre l’Atlantico: gli effetti ancora oggi

Una singola ondata di calore marino verificatasi nel 2003 nel Nord Atlantico ha innescato trasformazioni…

2 settimane ago