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Cinque USV Bluebottle in arrivo per la Marina militare australiana

La Royal Australian Navy firma un contratto per l’acquisto di cinque USV Bluebottle. Sarà la Ocius a consegnare entro l’anno prossimo i droni di superficie. L’azienda australiana è fiera di questo ennesimo traguardo ed è già pronta a sviluppare nuove soluzioni ancora più performanti nei prossimi anni.

L’azienda Ocius conquista la fiducia della Royal Australian Navy

Ocius è una azienda australiana che si occupa di sviluppare soluzioni innovative (in gran parte droni) per la sorveglianza marittima. Già dai primi anni si è catapultata in ardue sfide tecnologiche, ciononostante ha meritato numerosi premi grazie alle soluzioni proposte.

Uno dei primi successi è un traghetto commerciale ibrido elettrico: quattro di queste navi operano tutto l’anno ad Hong Kong trasportando migliaia di passeggeri. Nel campo della Difesa si occupa di guerra antisottomarino, guerra elettronica, contromisure alle mine navali, sviluppo di sensori e telecomunicazioni.

Il contratto per i cinque USV Bluebottle

Per la Marina militare australiana, i cinque USV Bluebottle sono moltiplicatori di forza strategica. Rispetto alla maggior parte di droni concorrenti sul mercato, questi hanno maggiore potenza, capacità di carico utile e in generale migliori prestazioni. In occasione della cerimonia di inaugurazione, il contrammiraglio Pete Quinn, nonché capo presso “Navy Capability”, ha affermato che;

“Sistemi come i Bluebottle Ocius sono davvero importanti per la nostra strategia. Abbiamo vaste aree da pattugliare: dobbiamo e investiremo in piattaforme senza equipaggio che spostandosi ovunque condurranno una sorveglianza costante”.

Robert Dane, CEO di Ocius, è estremamente soddisfatto. Per lui questo contratto fa di Ocius una azienda “Defence Prime. Sicuramente la strada nel prossimo futuro non è in discesa ma accordi come questo gratificano e spronano enormemente le persone che ci sono dietro ogni successo:

“Qualsiasi prodotto innovativo un giorno non sarà più tale tuttavia diventerà un punto di riferimento; Ocius deve quindi innovare continuamente i Bluebottles, iDrogue, Loyal Shipmate e altri prodotti creando una cultura in cui il nostro personale, gli accademici dell’Università del NSW e i subappaltatori sentano l’entusiasmo dell’innovazione”.

Il progetto dei cinque USV Bluebottle

Robert Dane racconta che negli ultimi mesi, i cinque USV Bluebottle, nell’ambito di un contratto con il Defence Innovation Hub, hanno completato circa 23.000 miglia nautiche in mare; l’equivalente di un giro del mondo intorno all’equatore!

Uno dei punti forza dei Bluebottle è la capacità di rimanere mesi per mare. Altri USV sul mercato presentano scarsa tenuta e difficilmente riescono ad evitare collisioni e navigare anche tra forti correnti. I Bluebottle si adattano invece a tutte le condizioni meteomarine dell’oceano, riuscendo così ad operare per mesi. L’autonomia è garantita da una vela che quando spiegata consente all’USV di sfruttare energia solare ed eolica mentre si piega quando non serve.

Sottolineiamo anche la presenza del timone-flipper. Oltre a governare, genera una spinta propulsiva proporzionale alla forza delle onde. Ad esempio, come riportato, con uno stato di mare superiore a 6, la vela si abbassa automaticamente e il timone spinge passivamente l’imbarcazione nella direzione desiderata.

USV Bluebottle con ABFC Thaiyak al largo di Ashmore Reef
(photo: equipaggio di ABFC Thaiyak)

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Christian Cione

Studente magistrale di Ingegneria Navale presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Scrivo articoli inerenti allo scenario marittimo e cantieristico internazionale con maggiore attenzione verso tematiche ambientali e militari.

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