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Barriere coralline dell’Oceano Indiano in pericolo: collasso entro il 2070

Sono i ricercatori di Coastal Oceans Research and Development in the Indian Ocean (CORDIO East Africa) ad affermare che le barriere coralline dell’Oceano Indiano sono in pericolo. I fattori che determinano questo triste ed inevitabile futuro sono principalmente il surriscaldamento globale e la pesca eccessiva e sconsiderata.

Lo studio sulle barriere coralline dell’Oceano Indiano occidentale

L’indagine che ha portato a tali conclusioni ha richiesto 18 mesi di ricerche e analisi. Hanno partecipato allo studio più di 35 organizzazioni attive in tutto il mondo fino alla pubblicazione su Nature Sustainability intitolata “Vulnerability to collapse of coral reef ecosystems in the Western Indian Ocean”.

Secondo l’indagine, entro i prossimi 50 anni è previsto il collasso delle barriere coralline dell’Oceano Indiano occidentale. Si è diviso l’Oceano Indiano occidentale in 11 aree, poi si è proceduto coi criteri di valutazione dei rischi di estinzione della IUCN Red List.

Il collasso delle barriere coralline avrà conseguenze irreversibili

Le liste rosse valutano con parametri oggettivi le minacce nei confronti delle specie animali e degli ecosistemi. La direttrice del Center for Society and Governance dell’IUCN è Radhika Murti, convinta che lo studio effettuato può e deve essere condotto anche su altre barriere coralline. Solo svolgendo tali ricerche è possibile individuare gli ecosistemi più a rischio ed intervenire con politiche mirate prima che sia troppo tardi.

«La ricerca è stata pensata in maniera tale che possa essere applicata alle barriere coralline di tutto il mondo perché si basa sul rapporto riguardo le barriere coralline del Global Coral Reef Monitoring Network recentemente pubblicato”.

Nell’Oceano Indiano occidentale risiede circa il 5% di tutte le barriere coralline del pianeta

Con una previsione dell’innalzamento delle temperature nei prossimi 50 anni è stato possibile comprenderne gli effetti sulle barriere coralline dell’Oceano Indiano occidentale. Sono maggiormente in pericolo le barriere coralline delle isole. Madagascar, Isole Comore e Isole Mascarene subiranno maggiormente gli effetti del cambiamento climatico, dunque sono in pericolo critico.

David Obura, direttore fondatore di CORDIO East Africa e presidente dell’IUCN SSC Corals Specialist Group, afferma che sono urgenti sia politiche globali che locali:

“Era risaputo che le barriere coralline fossero in declino ma ora ne conosciamo con precisione l’entità e le cause”.

Cosa si può fare per le barriere coralline dell’Oceano Indiano occidentale?

Oltre al cambiamento climatico, che può essere affrontato solo con azioni internazionali, altro grave problema è la pesca eccessiva. Lo sfruttamento sregolato delle risorse ittiche è una seria minaccia per gli ecosistemi e va contrastato con misure appropriate.

La pesca eccessiva altera l’ecologia delle barriere con conseguente crescita e riproduzione di alghe marine. È chiaro che non si può andare avanti così, pertanto gli stessi autori dello studio invitano i Paesi a promuovere una pesca sostenibile.

Altre raccomandazioni utili per evitare il disastro

Nella pubblicazione troviamo diverse raccomandazioni pensate col fine di proteggere le barriere coralline dell’Oceano Indiano.

  • Ridurre l’inquinamento. Politiche di questo tipo non solo contrastano l’aumento delle temperature ma riducono notevolmente lo stress subito dalle barriere coralline. L’attività umana lungo le coste deve essere responsabile e deve tener conto degli effetti che causa all’ambiente.
  • Combattere le pesca illegale. Lo sfruttamento eccessivo delle risorse ittiche è un fattore da non sottovalutare. Bisogna tutelare i pesci, dando loro il tempo di riprodursi e ripopolare le aree marine. Si può fare ciò istituendo zone di pesca vietata, bloccando l’attività in alcuni periodi dell’anno e imponendo limiti sul pescato.
  • Aumentare la protezione generale nei riguardi delle barriere coralline. Visto che alcune aree sono già in situazioni critiche, aumentare le zone protette e monitorare con più attenzione le barriere coralline può fare la differenza. Occorre dunque investire maggiormente in strumenti e analisi volti a tali finalità.
  • Trattare il problema come di interesse globale. I Paesi direttamente coinvolti devono cercare il sostegno di altre nazioni, dato che interessa tutti noi. Attirare finanziamenti per il monitoraggio delle barriere coralline e applicare la IUCN Red List sono solo esempi ma anche possibili scelte risolutive.
Christian Cione

Studente magistrale di Ingegneria Navale presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Scrivo articoli inerenti allo scenario marittimo e cantieristico internazionale con maggiore attenzione verso tematiche ambientali e militari.

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