Produzioni italiane

Ecofoiler: la startup italiana per le imbarcazioni ecologiche

Ecofoiler nasce in Italia e promuove lo sviluppo ecologico nel settore nautico e navale. La startup italiana mira a risolvere il problema legato all’abbandono di imbarcazioni in disuso. Sfruttando processi di riciclaggio è possibile riutilizzare i materiali ottenendo qualcosa di nuovo ed utile. La campagna di equity crowdfunding inizierà a breve mentre i dettagli saranno noti ufficialmente in estate. Ottenuti i finanziamenti, la costruzione del secondo prototipo è prevista per l’autunno 2021; il primo prototipo è invece la ecoracer769 e sarà varata quest’estate.

NLCOMP: il Team per Ecofoiler

Ecofoiler rappresenta una nuova spinta per la cura dell’ambiente nel settore nautico

Troppo spesso è possibile osservare imbarcazioni abbandonate nei porti ma anche altrove, come nei cantieri o nelle campagne. Diventa allora importante recuperare e smaltire queste carcasse, le quali hanno certamente un impatto negativo sull’ambiente. Le fibre di vetro rappresentano un vero problema per i processi produttivi ecosostenibili in campo navale. Le fibre di vetro, infatti, sono materiali compositi molto impiegati ma non sono riutilizzabili o riciclabili una volta lavorati con la resina. Il Team di sviluppo Ecofoiler punta su altri materiali, ovvero fibre bio con basso contenuto di carbonio. Il composito finale deve ovviamente essere riciclabile, pertanto si è studiato il comportamento di una nuova resina. Quest’ultima permette una corretta separazione delle fibre ed il riutilizzo del polimero per nuovi processi industriali.

Con Ecofoiler le barche subiscono un processo di riciclaggio ed il materiale ottenuto sarà impiegato per i processi produttivi mantenendo basso il costo. Nasce così un processo ciclico di costruzione e riciclaggio a grande beneficio dell’ambiente, fondato sulla riduzione degli sprechi ed il riutilizzo delle materie prime. Secondo il Project Manager, Sergio Caramel, la startup si inserirà egregiamente all’interno del settore nautico internazionale; il progetto della deriva foiling sarà la ciliegina sulla torta!

Un vantaggio per gli appassionati di vela: il prezzo

Chi segue le regate della America’s Cup senz’altro avrà notato le derive delle AC75. Grazie agli hydrofoils, le imbarcazioni in gara nella AC possono alzarsi dall’acqua e raggiungere velocità molto elevate. Le derive non sono solo per le competizioni: già ad inizio ‘900 erano noti i vantaggi in navigazione per la riduzione della resistenza al moto. Attualmente si trovano foils su barche a vela, surf, windsurf e aliscafi. Il costo di queste appendici potrebbe essere per alcuni un ostacolo ma Ecofoiler offre la sua alternativa. Utilizzare materiali riciclati, come l’alluminio, riduce notevolmente il prezzo dei foils in fase di produzione, ovviamente a vantaggio di tutti gli interessati. Matteo Polli, Yacht Designer, descrive con queste parole il progetto Ecofoiler:

“Per me l’ecofoiler è una nuova sfida progettuale con obiettivi molto ambiziosi non solo legati ai materiali riciclabili o al foiling di per sé, ma all’integrazione di queste e altre importanti caratteristiche in un’unica barca. Sarà un progetto molto interessante che metterà a dura prova l’ottima squadra formata da NLcomp.“

NLCOMP – Our Tecnology

Ecofoiler utilizza materiali a basso contenuto di carbonio

Negli ultimi tempi il rapporto tra designer e materiali è notevolmente cambiato. I progettisti non possono fare a meno delle conoscenze circa i nuovi materiali e processi produttivi, spinti da un necessario bisogno di sostenibilità. La scelta dei materiali da utilizzare ha subito riduzioni proprio perché la maggior parte risulta inquinante e non riciclabile. Attualmente ogni progettista deve confrontarsi e studiare ogni alternativa agli usuali materiali per ottenere una soluzione che punta all’imprescindibile salvaguardia dell’ambiente.

Ecofoiler è una barca che misura 3,80 metri in lunghezza e nasce dalla collaborazione con Matteo Ledri, CFD engineer presente in tre diverse campagne della Coppa America. La tecnologia utilizzata è quella di Northern Light Composites che già da tempo mira a sostituire la vetroresina proprio perché inquinante. Il nuovo materiale è un insieme di fibre naturali e sintetiche con l’uso più basso possibile di fibre di carbonio (ad ogni modo riciclate). Utilizzare una matrice termoplastica permette di riciclare il materiale composito, inoltre l’impatto ambientale è notevolmente ridotto anche durante il processo di realizzazione. L’appendice invece presenterà profili in alluminio, coerentemente alla scelta di utilizzare materiali riciclabili.

Christian Cione

Studente magistrale di Ingegneria Navale presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Scrivo articoli inerenti allo scenario marittimo e cantieristico internazionale con maggiore attenzione verso tematiche ambientali e militari.

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