Navi da crociera

RP FLIP: la nave in grado di posizionarsi in verticale e affondare

Se per caso vi trovaste nell’oceano, al largo della costa occidentale degli USA, potreste imbattervi in uno spettacolo molto particolare: una nave posizionata in verticale. No, non si tratta di un disastroso incidente, ma di una nave laboratorio della Marina Militare degli Stati Uniti. Questa imbarcazione prende il nome di RP FLIP (Floating Instrument Platform) e ha la particolarità di riuscire a restare in equilibrio in posizione verticale mentre conduce rilevazioni nell’oceano. Abbiamo già parlato dell’architettura di questa nave in un articolo precedente, vediamo ora più in dettaglio le sue caratteristiche.

Caratteristiche della nave RP FLIP

Il progetto della nave RP FLIP è stato portato avanti dall’Istituto di Oceanografia di Scripps e si è concluso nel 1962. In seguito, sono state effettuate delle modifiche e un rimodernamento nel 1995 che hanno portato l’imbarcazione ad avere l’aspetto e le caratteristiche attuali. Questa nave da ricerca è lunga circa 335 piedi, cioè 108 metri, e pesa 711 tonnellate. Può trasportare fino a un massimo di sedici persone, cinque appartenenti all’equipaggio e undici scienziati. Per poter riuscire a captare segnali acustici senza risentire delle eventuali interferenze, l’imbarcazione non è dotata né di motori né di altri mezzi di propulsione. Per effettuare gli spostamenti tra i vari punti di ricerca nell’oceano, si rimorchia la nave dal punto in cui è ancorata. A seconda del traino, il suo coefficiente prismatico le permette di raggiungere una velocità che si aggira intorno ai 7-10 nodi.

La nave RP FLIP è in grado di operare in maniera autonoma e indipendente durante le sue missioni. Inoltre, può restare fino a trenta giorni senza bisogno di rifornimenti. Un aspetto importante durante le rilevazioni nell’oceano è la stabilità. Per fare in modo che la posizione dell’imbarcazione sia il più stabile possibile, la nave RP FLIP è dotata di tre ancore. Inoltre, la sua struttura permette di ridurre al minimo gli impatti dovuti alle onde.

Come avviene il posizionamento in verticale

Nel video riportato si può vedere la nave RP FLIP mettersi in verticale e restare in equilibrio in questa particolare posizione nel bel mezzo dell’oceano. Il tempo necessario a concludere l’intero processo di posizionamento verticale è di circa 28 minuti. In questo arco temporale l’imbarcazione compie una rotazione che la porta dalla posizione orizzontale al ribaltamento di 90 gradi. Durante la rotazione le persone a bordo si spostano dal ponte alla paratia, che a sua volta diventa un nuovo ponte al termine del processo.

Alla fine delle operazioni la nave RP FLIP si trova in verticale ed è mantenuta in questa posizione grazie a una zavorra. In superficie restano soltanto una ventina di metri della prua, mentre i restanti cento metri si trovano al di sotto del livello del mare. Gli elementi della nave, ad esempio i bagni, i letti, le stufe… devono essere utilizzabili anche nella nuova posizione. Per questo motivo, sono stati costruiti su giunti cardanici che ne permettono la rotazione insieme alla nave e li rendono utilizzabili in ogni posizione. Inoltre, è importante garantire in ogni momento il corretto svolgimento delle operazioni svolte per la raccolta dei dati. Ogni stanza, quindi, possiede due porte, una da utilizzare quando l’imbarcazione si trova in posizione orizzontale e l’altra quando invece si trova in posizione verticale.

Le funzioni della nave RP FLIP

Il progetto della nave RP FLIP è nato con lo scopo di creare uno strumento di ricerca galleggiante, il cui compito principale riguarda le rilevazioni nell’oceano. In particolare, valuta l’altezza delle onde, raccoglie i dati meteorologici e effettua la misura di parametri quali la temperatura e la densità dell’acqua. È una nave che può operare a livello mondiale, ma il suo impiego viene limitato alla costa occidentale degli USA. Se vi trovaste nel Pacifico è uno spettacolo particolare che vale la pena di ammirare!

Caterina Triaca

Recent Posts

Pesce liocorno sulle spiagge messinesi: biologia, habitat e rarità di un fantasma degli abissi

Il 4 marzo 2026 un esemplare di pesce liocorno (Lophotus lacepede, Giorna 1809) è stato…

1 settimana ago

A-23A, il mega-iceberg antartico ha alimentato un’esplosione di fitoplancton nell’Atlantico meridionale

La disintegrazione dell'iceberg A-23A, uno dei più grandi mai registrati, ha innescato nell'Atlantico del Sud…

1 settimana ago

Gli oceani come scudo globale: perché la siccità non colpisce mai tutto il pianeta insieme

Ricercatori dell'Indian Institute of Technology Gandhinagar, in collaborazione con l'Helmholtz Centre for Environmental Research di…

2 settimane ago

TAT-8 torna in superficie: recuperato il primo cavo sottomarino in fibra ottica transatlantico che ha cambiato Internet

Il recupero del cavo sottomarino TAT-8, il primo sistema in fibra ottica transatlantico della storia,…

2 settimane ago

Stretto di Hormuz: storia, importanza strategica per il trasporto marittimo e impatti di un possibile blocco iraniano

Lo Stretto di Hormuz è il principale chokepoint energetico del pianeta: qui transita circa il…

3 settimane ago

Fondali del Mediterraneo a rischio: fino al 60% delle specie perderà habitat per il riscaldamento

Uno studio guidato da OGS e pubblicato su Global Change Biology analizza l’impatto del cambiamento…

3 settimane ago