Produzioni italiane

Al Galala (FFG 1002): la prima FREMM italiana per l’Egitto

La nuova fregata per le Forze marittime egiziane è una nave da guerra italiana. Salpata da La Spezia nel mese di dicembre 2020, raggiunge l’Egitto con un nuovo nome. La FREMM Spartaco Schergat, classe Carlo Bergamini, è infatti ribattezzata Al Galala (FFG 1002) e servirà la marina dello stato egiziano.

Al Galala è la prima FREMM italiana consegnata all’Egitto

Fincantieri già lavora per altre nazioni, costruendo e consegnando unità militari alle marine straniere. Il governo italiano ha dato il suo consenso all’esportazione di due fregate tipo FREMM. Il contratto tra Fincantieri e l’Egitto si ebbe ad agosto e nell’ultimo mese del 2020 avvenne la prima consegna. Il 23 dicembre del 2020 è stata celebrata la partenza della prima delle due navi, appunto la Al Galala, con una cerimonia privata nel cantiere navale di Muggiano.

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Il contratto con Fincantieri per le unità militari

Al Galala salpa da La Spezia il 23 dicembre 2020 per integrarsi nella marina egiziana. Dopo alcuni giorni di navigazione raggiunge Alessandria d’Egitto il 30 dicembre. L’esportazione non ha avuto molta pubblicità ma è stata annunciata durante un discorso del Ministro della Difesa Lorenzo Guerini nel luglio dello stesso anno. La conferma è invece arrivata nel mese di agosto. Le ultime due fregate fanno parte di un gruppo di navi acquistate dall’Egitto presso Fincantieri.

La Al Galala è la nona nave mentre la decima è la ex Emilio Bianchi. La consegna, da ultimarsi entro il 2021, comprende anche altre 8 navi già in Egitto. Mentre il nuovo equipaggio familiarizza a bordo della Al Galala, la decima Emilio Bianchi dovrebbe arrivare in primavera 2021 anch’essa con diverso nome. Il contratto per il trasferimento delle due navi ha un valore di circa 1,2 miliardi di euro e comprende anche lavori di assistenza e manutenzione.

La tecnologia italiana a bordo della Al Galala (FFG 1002)

Il Ministero della Difesa egiziano ottiene due navi di tutto rispetto. La configurazione della Al Galala è di tipo General Purpose, Anti-Surface Vessel. L’insieme di armamenti e sistemi di difesa sono tutti italiani, come il cannone Leonardo 127/64 mm. Quest’ultimo appartiene alla categoria degli armamenti Light Weight con caricatore automatico. STRALES system arma la nave con la rivoluzionaria artiglieria 76/62 mm per la contemporanea difesa aerea e navale. La maggiore efficienza la si trova nella precisione del sistema missilistico a radiofrequenza. Per la difesa a corto raggio, completa l’armamento una coppia di cannoni da 25 mm. La difesa antiaerea è garantita dai missili MBDA SAAM-ESD (Surface Anti-Air Missile – Extended Self-Defence) e da radar di sorveglianza Leonardo MFRA (Multi-Function Radar Active). Ancora Leonardo fornisce i sistemi di navigazione, i radar RASS ed i sistemi NA-25X radar-EO/IR fire control. Questa è solo una parte dell’equipaggiamento militare: molte informazioni non sono state rilasciate.

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Specifiche principali della Al Galala (FFG 1002)

  • Dislocamento: 6,700 tons
  • Lunghezza: 44 m
  • Larghezza: 6 m
  • Pescaggio: 2,7 m
  • Propulsione: CODOG configuration (motori gas e diesel)
  • Velocità di crociera: 16 nodi
  • Velocità massima: 27 nodi
  • Autonomia: 6800 nmi

L’accordo tra Egitto e Italia non si ferma alle navi

Fa parte dell’accordo tra le due nazioni la fornitura di pattugliatori. Le patrol vessels saranno però costruite in Egitto nell’ambito del “trasferimento tecnologico”. L’Egitto è inoltre intenzionato ad acquistare anche velivoli militari come l’Eurofighter Typhoon ed il Leonardo M-346, nonché vari sistemi d’arma e piattaforme aerospaziali.

Leonardo Company

Ahmed Khaled, tenente generale e comandante della marina egiziana, accoglie Al Galala ad Alessandria con un discorso. L’Egitto palesa la sua intenzione di migliorare tecnologicamente le proprie unità navali e modernizzare così la marina. Per il comandante la Al Galala è tra le unità più avanzate al servizio dell’Egitto. Sarà indispensabile per garantire la pace, libera navigazione e soprattutto la sicurezza del Canale di Suez. Lo stato egiziano desidera potenziare le forze armate al fine di conseguire sicurezza e stabilità in Medioriente. L’accordo è così un chiaro segno di vicinanza verso gli alleati ed i partners internazionali col fine di mantenere la pace e combattere il terrorismo.

Christian Cione

Studente magistrale di Ingegneria Navale presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Scrivo articoli inerenti allo scenario marittimo e cantieristico internazionale con maggiore attenzione verso tematiche ambientali e militari.

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