Cannone elettromagnetico: la nuova frontiera della US Navy

Gli USA non smettono mai di stupirci nell’ambito della ricerca tecnologica, in particolare nel loro tanto amato campo militare. Ebbene, presso la base navale di Dahlgren, in Virginia, l’ufficio americano per le ricerche navali destinato alla promozione dei programmi scientifici e tecnologici della marina (ONR), ha presentato un nuovo cannone a impulsi elettrici, di uso prettamente navale.

PH.censor.net.ua

I proiettili di questo supercannone sarebbero in grado di superare i 7000 mila chilometri orari, arrivando a coprire una distanza di 100 miglia nautiche, (circa 185,2 chilometri). Il cannone lavora accumulando energia generata da una fonte esterna, a bordo nave, per alcuni secondi. In seguito, dopo aver caricato i suoi condensatori di circa 32 MJ di energia, invia un impulso elettrico attraverso due lunghi binari, uno caricato positivamente e l’altro negativamente, generando così un campo elettromagnetico che spara il proiettile lungo gli stessi binari. Il colpo è un proiettile non esplosivo, con all’interno pallottole di tungsteno contenute in un casing di lega d’alluminio, che vengono rilasciate nel momento in cui il proiettile lascia la canna. La US Navy, sta anche sviluppando un dispositivo da inserire all’interno del proiettile, al fine di permettere il puntamento attraverso il sistema GPS. In questo modo essa potrà essere utilizzata come arma antimissilistica.

PH.Popular Mechanics

Sfortunatamente, come già accennato, l’energia richiesta per il funzionamento del cannone è di circa 25 MW (energia capace di alimentare circa 19000 case), e l’unica classe di navi capace di fornire tale energia è quella dei cacciatorpedinieri Zumwalt, che utilizzano turbo-generatori Rolls-Royce (capaci di fornire 78 MW di potenza alla nave). Il problema della potenza da fornire quindi è considerata una sorta di “barriera tecnologica”. La Raytheon Integrated Defense Systems è quindi alla ricerca di nuove tecnologie nel campo dei materiali (sempre più resistenti date le altre velocità del proiettile e le alte temperature raggiunte), dei condensatori (sempre più capienti e capaci di immagazzinare energia in breve tempo) tali da rendere l’EM railgun sempre più efficiente.

Il video che riportiamo di seguito, caricato sul canale YouTube dell’ente governativo, mostra tutta la potenza della nuova arma, messa alla prova durante alcune dimostrazioni effettuate presso la stessa base navale in Virginia.  A giudicare dalle immagini, l’arma si prospetta come uno strumento dal grandissimo potere distruttivo.

Andrea Alfano

Recent Posts

Tecnologia superidrofobica per tubi inaffondabili: un passo concreto verso navi insommergibili

Un gruppo di ricercatori dell’Università di Rochester ha sviluppato un sistema per rendere i tubi…

4 giorni ago

Nuove ricerche hanno individuato un anello mancante nella catena alimentare dell’oceano profondo

I pesci di medie dimensioni sarebbero il collegamento tra la superficie e gli abissi oceanici,…

6 giorni ago

Antartide, la storia del ghiaccio costiero ci racconta il legame tra clima e attività solare

Uno studio ha ricostruito 3.700 anni di storia climatica antartica mostrando una sorprendente correlazione tra…

1 settimana ago

Nuovo rapporto ONU-INWEH 2026: molti sistemi idrici mondiali sono entrati in una fase di collasso irreversibile

Il nuovo rapporto ONU-INWEH 2026 introduce il concetto di Global Water Bankruptcy, documentando come molti…

2 settimane ago

Un’ondata di calore marina ha cambiato per sempre l’Atlantico: gli effetti ancora oggi

Una singola ondata di calore marino verificatasi nel 2003 nel Nord Atlantico ha innescato trasformazioni…

2 settimane ago

Le microplastiche riducono la capacità degli oceani di assorbire carbonio: un rischio climatico sottovalutato

Le microplastiche stanno compromettendo la capacità degli oceani di assorbire CO₂, poiché alterano i cicli…

2 settimane ago