Difesa, antipirateria: nave Espero termina l’impegno nell’Oceano Indiano nella missione europea

La fregata Espero della Marina Militare è rientrata in Italia mercoledì 19 luglio, dopo quasi quattro mesi passati in Oceano Indiano e nel Golfo di Aden dove ha partecipato all’operazione antipirateria Atalanta.

Salpata lo scorso 25 Marzo dal porto di Taranto, nave Espero ha avuto un ruolo sostanziale nella Forza Navale Europea operando all’interno del bacino somalo, del golfo di Aden e dell’Oceano Indiano percorrendo circa di 23000 miglia nautiche. Tra le attività di rilievo vanno citate: la scorta al mercantile ARIS 13, piratato e sequestrato una decina di giorni prima e la partecipazione alla liberazione dell’equipaggio della M/V OS 35, in coordinamento con altre forze multinazionali operanti in area.

La nave, al comando del capitano di fregata Luigi Pirozzi, con un equipaggio di circa 190 persone, comprensivo dei team specialistici e mezzi della Brigata Marina San Marco, del Gruppo Operativo Subacquei e della Componente Aerea della Marina Militare, è stata impegnata in missione di antipirateria  a tutela della libera navigazione e del libero commercio sui mari.

Durante le soste in porto l’equipaggio di nave Espero ha svolto numerose attività di “Capacity Building”, sostenendo sessioni di addestramento a favore delle marine locali con l’obiettivo di aumentare le capacità dei paesi dell’area di svolgere autonomamente la sorveglianza, assicurare la sicurezza marittima e coordinare e gestire le proprie risorse ittiche, ingaggiando sia le Autorità locali sia numerose imbarcazioni locali dedite alla pesca, per accrescere la reciproca conoscenza e al contempo aumentare il consenso della comunità locale nei confronti della forza navale europea.

Redazione

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